Di Maio avverte: «Senza accordo sulla prescrizione salta il contratto con la Lega»

di Redazione | 08/11/2018

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Senza la riforma della prescrizione salta il contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega. Non è la previsione di un osservatore politico ma quanto ha detto a chiare lettere Luigi Di Maio in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano (di Luca De Carolis) parlando della delicata fase che affronta la maggioranza gialloverde in queste ore. Il vicepremier e ministro di Sviluppo Economico e Lavoro ha spiegato senza giri di parole che nel vertice con Matteo Salvini in programma oggi un accordo «si deve trovare, perché il ddl con la prescrizione va votato in aula alla Camera il prima possibile». E l’intesa «va trovata, altrimenti salta il contratto di governo».

Di Maio: «Senza intesa sulla prescrizione salta il contratto di governo»

Il M5S vuole cambiare le norme sulla prescrizione congelandola dopo il primo grado di giudizio. I pentastellati vogliono introdurre le novità con un emendamento al ddl anticorruzione, il cosiddetto ‘spazzacorrotti’, all’esame di Montecitorio. La Lega tira un freno, perché vuole evitare ‘imputati a vita’. Di Maio si mostra comunque fiducioso. «La prescrizione – ha detto ancora nell’intervista – è nel contratto e va fatta. Il tema è che quando non ci confrontiamo io e Salvini direttamente aumenta la tensione». Il vicepremier, dice che comunque «la situazione si è sgonfiata», che «l’allarme è rientrato». «Ma ora – precisa ancora il leader M5S – dobbiamo chiudere sulla prescrizione, votandola dentro il ddl anticorruzione. Non possiamo dire alle famiglie delle vittime delle stragi che slitterà tutto all’anno prossimo».

Di Maio al Fatto ha parlato anche dell’irritazione dei giorni scorsi da parte dei vertici del Movimento, per il mancato via libera al calendario dei lavori sul ddl anticorruzione, e delle tensioni nella maggioranza: «Noi abbiamo garantito la massima lealtà sul dl Sicurezza, perché non facciamo scherzi. Però certo, venerdì sono uscite le anticipazioni sugli attacchi di Giancarlo Giorgetti al reddito di cittadinanza nel libro di Vespa. Poi sono emersi problemi sulla prescrizione, anche se è nel contratto di governo. Infine non si sbloccava il calendario dei lavori in commissione. E allora è legittimo che la prima forza politica che ha i due terzi dei parlamentari possa essersi arrabbiata».

(Foto di copertina da archivio Ansa: il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ospite della trasmissione Nemo, il 26 ottobre 2018. Credit immagine: ANSA / GIUSEPPE LAMI)