Il referendum sull’Atac a Roma: come, quando e cosa si vota. Tutte le principali informazioni

di Redazione | 07/11/2018

referendum atac roma
  • L'11 novembre a Roma si vota per il referendum consultivo su trasporto pubblico locale e Atac

  • Le urne saranno aperte dalle 8 alle 20

  • Qui tutte le principali informazioni sul voto

Domenica 11 novembre a Roma saranno aperti i seggi per un referendum consultivo comunale. Quasi 2,4 milioni di cittadini della Capitale sono chiamati ad esprimersi sul trasporto pubblico locale e in particolare sull’Atac, società che gestisce linee autobus, metropolitane, ferroviarie, filoviarie e tranviarie della città metropolitana. Ai romani viene chiesto se liberalizzare il trasporto pubblico locale, quindi affidarlo mediante gare a una pluralità di gestori, garantendo la concorrenza e mettendo fine all’attuale gestione dell’azienda del Comune. Si voterà dalle ore 8 alle 20 nei seggi normalmente utilizzati per le elezioni politiche e amministrative. Qui tutte le principali informazioni sulla consultazione.

Referendum Atac Roma

Il referendum sull’Atac a Roma è stato promosso dal comitato Sì Mobilitiamo Roma, sostenuto da Radicali Italiani, Radicali Roma, +Europa, Movimenta, Ali e Aduc. I presidenti del comitato promotore sono Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma, Riccardo Magi, deputato di +Europa e fino al 3 novembre segretario dei Radicali Italiani, e Francesco Mingiardi, avvocato specialista in materia di appalti e dirigente di Radicali Italiani e Radicali Roma. Del comitato fanno parte anche la storica leader radicale Emma Bonino, oggi senatrice, Marco Cappato, esponente radicale tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, e diversi accademici.

Essendo il referendum consultivo, il risultato del voto non ha effetti diretti. Se vince il ‘Sì’ l’amministrazione romana deve comunque tener conto delle richieste avanzate dai cittadini e aprire un dibattito su quanto proposto: la messa a gara il servizio dei trasporti locali.

Quando si vota

Come già detto, gli elettori sono chiamati a votare in una sola giornata, domenica 11 novembre, in una finestra temporale più breve rispetto a quella delle precedenti elezioni, dalle ore 8 alle 20. Alle Politiche del 4 marzo scorso i seggi sono rimasti aperti dalle 7 fino alle 23. Per lo spoglio delle schede non bisognerà attendere molto. Lo scrutinio avrà inizio alla chiusura delle urne, quindi pochi minuti dopo le 20.

Chi può votare

Al referendum sull’Atac possono votare tutti i cittadini iscritti alle liste elettorali di Roma Capitale e i cittadini residenti all’estero che votano a Roma. Inoltre possono votare anche i cittadini di tre precise categorie, purché abbiano effettuato apposita registrazione tra il primo ottobre e il 31 dicembre 2017: i non residenti a Roma che hanno nella Capitale la propria attività prevalente di lavoro, gli studenti non residenti che studiano in città e gli stranieri maggiorenni regolarmente residenti in città e che in città hanno il domicilio per motivi di lavoro o di studio.

Dove si vota

Per quanto riguarda i seggi dove andare a votare non c’è nessun cambiamento rispetto alle comuni elezioni, come amministrative, regionali, politiche o europee. Il seggio da raggiungere è quello indicato sulla propria tessera elettorale. Va precisato che non sono previsti gazebo o altre postazioni organizzate in via eccezionale per ricevere gli elettori del referendum comunale.

Come si vota

Le istruzioni per votare sono estremamente semplici, e tipiche dei referendum. Ogni elettore per esprimersi è chiamato a rispondere a due quesiti ponendo un segno su un ‘Sì’ o un ‘No’. Ai votanti vengono consegnate due schede di colore diverso, una per ogni quesito. Sulle schede sono riportati i quesiti a caratteri chiaramente leggibili e due rettangoli con all’interno le diciture ‘Sì’ e ‘No’. Con il ‘Sì’ l’elettore si esprime a favore di una liberalizzazione del trasporto pubblico locale. Votando ‘No’ invece boccia la proposta.

I quesiti

Atac è una società al 100% del Comune che si occupa di oltre l’80% del trasporto di Roma. Meno del 20% viene gestito da Roma Tpl, un consorzio di ditte private laziali. Il primo quesito che viene posto agli elettori riguarda l’affidamento di tutti i servizi del trasporto pubblico locale a più gestori attraverso gare pubbliche. Questo il testo della domanda:

«Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e su rotaia mediante gare pubbliche, anche a una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e la ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?».

Il secondo quesito riguarda invece il potenziamento di trasporti collettivi non in linea, come il taxi, il noleggio con conducente, Ncc, e trasporti alternativi come Uber, mettendo le aziende in concorrenza. Questo il testo:

«Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?».

I documenti

I documenti per votare al referendum sull’Atac sono i soliti utilizzati quando si vota per le elezioni comunali, regionali o politiche. I cittadini che intendono esercitare il proprio diritto devono recarsi ai seggi muniti di un documento di riconoscimento valido e della tessera elettorale, su cui è indicato il numero e l’indirizzo della sezione elettorale. Va precisato che siccome si tratta di un referendum consultivo locale sulla tessera non verrà apposto alcun timbro, di conseguenza si potrà votare anche se già risultato tutte le caselle occupate. Chi ha smarrito la tessera può rivolgersi all’ufficio elettorale di via Petroselli nei giorni lavorativi prima del voto o anche nel giorno del voto, dalle 8 alle 20.

Il quorum

Pur essendo consultiva il Comune di Roma ha stabilito per la consultazione dell’11 novembre un quorum del 33% degli aventi diritto al voto: per validare il referendum quindi dovranno recarsi ai seggi precisamente almeno 759mila persone sui 2,4 milioni di aventi diritto. Il quorum viene fortemente contestato dal comitato promotore della consultazione. Il giorno in cui è stato proclamato il referendum, il 31 gennaio è lo stesso giorno in cui è stato approvato il nuovo statuto di Roma Capitale, che non prevede un quorum per i referendum consultivi. In una nota il Comune ha precisato che l’indizione della consultazione «è antecedente all’approvazione del nuovo Statuto» e che per questo «sarà applicata la precedente normativa che prevede il quorum». I promotori non escludono un ricorso al Tar dopo il voto.

Chi vota sì

Ovviamente schierati dalla parte del Sì, a favore della liberalizzazione del trasporto pubblico locale a Roma, ci sono Radicali Italiani e +Europa. Ma si sono espressi favorevolmente anche Partito Democratico e Forza Italia. I sostenitori della consultazione affermano che una diversa gestione del trasporto con messa a gara possa servire per un servizio più sicuro ed efficiente anche per l’eliminazione di una sovrapposizione tra controllore e controllato. Evidenziano poi la possibilità di una maggiore trasparenza. «Con una liberalizzazione autentica, cioè con una pluralità di operatori – si legge sul sito del comitato promotore -, il Comune avrebbe maggiore controllo rispetto alla situazione attuale. Se da un punto di vista teorico le competenze rimangono invariate nella pratica la forza decisionale dell’autorità pubblica aumenterebbe». Nella situazione attuale – si spiega – «l’azienda Atac è talmente grande e compromessa con interessi politici e sindacali da essere lei la principale forza in gioco e non il Comune di Roma. Ecco perché nessuna amministrazione riesce a governare questa municipalizzata-monstre: semplicemente non si può».

Chi vota no

Sul fronte del No al referendum sull’Atac a Roma sono schierati intanto partiti di destra come Lega e Fratelli d’Italia, il Movimento 5 Stelle e i sindacati. Chi si oppone alla consultazione mette in evidenza il rischio di creare grandi rendite per i gestori privati ai danni dei cittadini che devono usufruire del servizio e dei lavoratori. «Esiste una vasta letteratura – hanno dichiarato Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti – secondo cui le privatizzazioni hanno portato al generale peggioramento della qualità del servizio e delle condizioni di lavoro delle aziende sotto esame. Esiste anche una vastissima casistica di realtà pubbliche che producono utili nell’ambito del trasporto pubblico locale».

(Foto di copertina da archivio Ansa: sezioni elettorali in via Boezio a Roma. Credit immagine: ANSA / GIUSEPPE LAMI)