Il Brasile vira a destra. Il populista Bolsonaro vince con il 55%

di Redazione | 29/10/2018

Sergio Moro
  • In Brasile il populista di destra Bolsonaro ha vinto le elezioni presidenziali con il 55%

  • Il primo messaggio su Fb: il paese «non poteva continuare a flirtare con il socialismo, il comunismo e l'estremismo della sinistra»

  • L'ex militare, lunga attività parlamentare alle spalle, si è fatto notare in passato anche per dichiarazioni a favore di tortura e dittatura militare

Il Brasile vira a destra. Nel paese sudamericano, quarta democrazia più grande del mondo, con il 55,2% dei voti il populista Jair Bolsonaro, un ex ufficiale dei paracadutisti, ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali contro Fernando Haddad, erede politico di Lula da Silva, candidato del Partito dei Lavoratori (Pt), che si è fermato al 44,8% di consenso: un vantaggio equivalente a circa 11 milioni di preferenze.

Brasile, il populista di destra Bolsonaro vince le elezioni presidenziali con il 55%

Dopo il successo elettorale l’ex militare Bolsonero ha affidato a Facebook il suo primo messaggio. In un breve video, trasmesso dal suo appartamento di Barra de Tijuca, quartiere residenziale dell’ovest di Rio de Janeiro, ha dichiarato: «Sono molto grato a tutti voi, per la vostra considerazione, le vostre preghiere e la vostra fiducia», aggiungendo poi che «adesso, tutti insieme, cambieremo il destino del Brasile: sapevamo dove stavamo andando, e ora sappiamo cosa dobbiamo fare». Il Brasile – ha sottolineato ancora – «non poteva continuare a flirtare con il socialismo, il comunismo, il populismo e l’estremismo della sinistra» e ora «la verità comincerà a regnare in ogni casa del paese, cominciando dal suo punto più alto, che è la presidenza della Repubblica», perché «il Brasile ha tutto quello che serve per essere una grande nazione».

Bolsonero viene considerato da molti come una «minaccia fascista» e la sua vittoria rappresenta una svolta storica per il Brasile. Viene chiusa definitivamente una fase di quattro governi consecutivi del Pt. Bolsonaro, che ha quasi due anni di esperienza parlamentare alle spalle, fino a poco fa era considerato un personaggio eccentrico, passato per otto partiti diversi, noto per le sue dichiarazioni a favore di tortura e dittatura militare e contro donne, minoranze etniche, omosessuali. In pochi mesi l’ex militare è riuscito a cavalcare il forte malessere di grandi fasce della società brasiliana, che è stato favorito soprattutto dagli scandali di corruzione che hanno colpito i principali leader politici, e portato in carcere Lula, e da un’escalation di violenza criminale. Bolsonaro si è presentato al Brasile come candidato anti-establishment riuscendo ad avere la meglio su quanti hanno denunciato un «pericolo fascista».

Salvini: «Ora ci rimandino Battisti»

Anche il presidente americano si è congratulato con il vincitore. La Casa Bianca ha fatto sapere che Donald Trump e Bolsonaro si sono impegnati a «lavorare fianco a fianco per migliorare le vite di americani e brasiliani». Non sono mancate razioni dall’Italia. Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini si è congratulato con Bolsonaro e ha ribadito che uno dei primi atti che il nostro paese intende fare nei confronti del Brasile è una richiesta di immediata estradizione dell’ex leader dei Proletari armati per il comunismo Cesare Battisti, condannato a diversi ergastoli in Italia. «E dopo anni di chiacchiere, chiederò ci rimandino in Italia il terrorista rosso Battisti», ha scritto Salvini su Twitter.

(Foto di copertina Zumapress da archivio Ansa. Credit immagine: O Globo / GDA via ZUMA Wire)