Omicidio Desirée, uno dei tre fermati aveva ricevuto un provvedimento di espulsione

di Redazione | 25/10/2018

desirée mariottini
  • Tre persone fermate per lo stupro e l'omicidio di Desirée Mariottini

  • Si tratta di due senegalesi e un nigeriano

  • Uno di loro aveva ricevuto un provvedimento di espulsione

Dopo le due persone interrogate nella notte, è salito a tre il numero dei fermati per lo stupro e l’uccisione di Desirée Mariottini, la ragazza di 16 anni di Cisterna di Latina morta venerdì sera nel quartiere San Lorenzo a Roma. Il terzo uomo è un nigeriano di 46 anni, Alinno Chima. Il suo fermo è scattato in mattinata al termine di un interrogatorio in Questura. Nella notte gli uomini della Polizia di Stato (della squadra mobile di Roma e del commissariato San Lorenzo) avevano fermato due senegalesi, irregolari in Italia, Mamadou Gara di 26 anni e Brian Minteh di 43. I tre fermati sono tutti ritenuti responsabili di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacentiomicidio volontario.

 Desirée, uno dei tre fermati per omicidio aveva un provvedimento di espulsione

Il senegalese Mamadou Gara, stando a quanto trapelato da fonti investigative, aveva un permesso di soggiorno per richiesta d’asilo scaduto ed aveva ricevuto un provvedimento di espulsione firmato dal prefetto di Roma il 30 ottobre 2017. L’uomo si era reso irreperibile. Era stato poi rintracciato dal personale delle volanti a Roma il 22 luglio 2018 ed era stato richiesto nulla osta dell’autorità giudiziaria per reati pendenti a suo carico.

L’altro senegalese fermato invece, Brian Minteh, aveva presentato alla questura di Roma il 24 agosto 2017 un’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari, a seguito di una decisione adottata dal tribunale di Roma il 12 febbraio 2015. La questura era in attesa di integrazioni documentali perché la domanda risultava carente della prescritta iscrizione anagrafica.

Il nigeriano Alinno Chima, invece, risulta titolare di un permesso di soggiorno per motivi umanitari rilasciato da questura di Roma il 14 marzo 2016 e scaduto il 13 marzo 2018. Per la banca dati del Comune di Roma l’uomo era irreperibile

La mamma della ragazza: «Ora voglio giustizia, sono distrutta»

«Ora voglio giustizia per Desirée, voglio che questa tragedia non accada ad altre ragazze», sono state la parole di Barbara Mariottini, la mamma della ragazza uccisa, dopo la notizia dei fermi. La donna ha preferito restare a casa a Cisterna di Latina e lasciare Roma dove Desirée ha perso la vita. «Sono distrutta, straziata. Speravo mi riportassero Desi», ha detto. «Non sapevamo che Desi frequentasse Roma, sapevamo che andava a Sezze oltre che avere amici a Cisterna. Non riusciamo a capire ancora come sia arrivata a Roma e in quel posto», ha affermato ancora la donna.

Le indagini

Già nella giornata di ieri, gli inquirenti avevano ascoltato sia i testimoni, sia i potenziali sospetti per il delitto. Nella notte sono stati poi fermati i due persone senegalesi, che non avevano i documenti in regola. È possibile che, a partire dai primi fermi, si possa risalire all’identità di altre persone coinvolte nel delitto di via dei Lucani, nel quartiere San Lorenzo. Secondo le testimonianze più attendibili – tra cui quella di un uomo di origini senegalesi che ha raccontato la sua versione alle forze dell’ordine e alla trasmissione Rai Storie Italiane -, nel cantiere dove è morta Desirée ci sarebbero state tre o quattro persone al momento della violenza sessuale e della conseguente morte della ragazzina di Cisterna di Latina. «Io oggi sono felice, perché tre bestie che hanno stuprato una ragazza sono state prese, e la quarta verrà presa nei prossimi minuti», ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Salvini, parlando a Verona degli sviluppi dell’indagine.

(Foto di copertina dal profilo Facebook di Desirée Mariottini)