La Boston University ha inventato un nuovo tipo di preservativo «autolubrificante»

di Redazione | 17/10/2018

nuovo preservativo

Lo scopo dello studio della Boston University su un nuovo preservativo è quello di incentivarne l’uso, di superare gli ostacoli frapposti a un suo impiego costante e a limitare, di conseguenza, le malattie sessualmente trasmissibili come l’Hiv. Un intento nobile che, oggi, potrà essere aiutato anche dalla nuova formula di questa sorta di profilattico autolubrificante, messo a punto da un team di ricerca.

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Nuovo preservativo autolubrificante, lo studio della Boston University

Il risultato della ricerca è stato pubblicato sull’autorevole rivista scientifica della Royal Society e lo studio è stato finanziato dalla Bill and Melinda Gates Foundation, la fondazione del fondatore di Microsoft e della sua compagna. Sulla pellicola del preservativo, gli scienziati hanno applicato un rivestimento autolubrificante, che entra in azione quando il profilattico entra a contatto con i fluidi corporei.

In questo modo, si evita la possibilità che il preservativo produca attrito, renda spiacevole il rapporto sessuale o, peggio, possa rompersi rendendo praticamente inutile il fatto di averlo indossato. La descrizione del nuovo prodotto fatta dai ricercatori è molto dettagliata: il team della Boston University ha spiegato che la pellicola autolubrificante è molto resistente e supera così il problema dei profilattici attualmente in commercio, il cui lubrificante dura per un periodo di tempo molto limitato.

Possibile la sperimentazione nel 2019 e l’immissione in commercio

Il nuovo profilattico, invece, è in grado di mettere in azione la sua pellicola autolubrificante per oltre mille movimenti, il doppio necessario (in media) per completare un rapporto sessuale. All’inizio del prossimo anno, secondo i ricercatori, dovrebbero iniziare i test con coppie di volontari, in modo tale da preparare il prodotto per una sua eventuale immissione in commercio. Quest’ultimo step potrebbe completarsi attraverso la fondazione di una piccola azienda da parte della stessa Boston University, al fine di ottenere i permessi necessari per la vendita.

La tecnologia utilizzata dai ricercatori per realizzare questo prodotto rimanda a quella degli altri oggetti in lattice utilizzati in ambito sanitario (ad esempio, i materiali utilizzati per mantenere lubrificati i cateteri per le vie urinarie). L’applicazione in questo campo, tuttavia, rappresenta un’idea semplice e potenzialmente molto innovativa, che potrebbe incentivare l’importantissimo utilizzo dei profilattici e la riduzione delle malattie sessualmente trasmissibili.