Lodi
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I bimbi stranieri costretti a mangiare da soli perché la mensa per loro costa troppo

Centinaia di bimbi stranieri costretti a mangiare da soli perché la mensa della scuola costa troppo. Tutto per effetto di una delibera comunale approvata a novembre 2017 ed entrata in vigore con il nuovo anno scolastico che ha penalizzato le famiglie extracomunitarie. È quanto accade in queste settimane nel comune di Lodi, capoluogo amministrato da una giunta leghista, e raccontato dal Corriere della Sera (articolo di Alessandro Frulloni) con le testimonianze di alcuni genitori.

Lodi, bimbi stranieri costretti a mangiare da soli a scuola: per loro la mensa costa troppo

Il sindaco ha provveduto a cambiare il regolamento che disciplina anche la mensa scolastica facendo alzare il prezzo per gli stranieri, con la conseguenza che molte famiglie hanno dovuto rinunciare al servizio. Con l’entrata in vigore della delibera, relativa ai servizi socio-assistenziali, gli scolari che non fanno parte dell’Unione Europea – quindi africani, sudamericani e asiatici – hanno difficoltà ad ottenere agevolazioni. I cittadini lodigiani per sostenere spese più basse devono presentare una documentazione Isee mentre per gli stranieri è previsto anche un obbligo a presentare un attestato rilasciato dal consolato del loro Paese di origine in cui si mette nero su bianco che, a casa loro, non si possiede nulla. Si tratterebbe in teoria – spiega il Corriere della Sera – di un’aggiunta anti-furbetti. In realtà si tratta di un ostacolo difficilmente superabile. Il documento andrebbe presentato in italiano, con una traduzione giurata. Chi non lo presenta passa dalla fascia Isee più bassa a quella più alta, quindi da 2 a 5 euro di costo per il pasto. E lo scuolabus da 90 a 210 euro ogni tre mesi. Una mazzata soprattutto per le famiglie numerose.

Le proteste

Le proteste non si sono fatte attendere, quella dell’opposizione e dei genitori. Il sindaco ha ammesso delle criticità della delibera e promesso istruttorie. I presidi degli istituti comprensivi hanno deciso di garantire il tempo pieno consentendo agli scolari di mangiare a scuola il pasto portato nel cestino. Intanto qualcuno chiede: «Mamma, perché non posso più mangiare a scuola con i miei compagni?».

(Foto di copertina da archivio Ansa: primo giorno di scuola in un istituto di Torino, 10 settembre 2018. Credit immagine: ANSA / ALESSANDRO DI MARCO)

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