giovanardi
|

Giovanardi ripete: le botte a Stefano Cucchi sono tutte da dimostrare

Carlo Giovanardi non cambia idea sulla morte di Stefano Cucchi. E ribadisce la sua versione anche dopo il colpo di scena al processo, con un carabiniere che ammette il pestaggio e accusa altre due colleghi, con lui imputati per omicidio preterintenzionale. In un’intervista rilasciata al quotidiano La Notizia (di Fabrizio Colarieti), l’ex senatore centrista (che definì Cucchi un «tossico», uno «spacciatore abituato alle botte», un «anoressico») ribadisce quanto già affermato ieri nel corso della trasmissione radiofonica La Zanzara: le botte sono tutte da dimostrare.

 

LEGGI ANCHE > Salvini, una diretta Facebook di 27 minuti sprecata senza fare il nome di Stefano Cucchi

 

Stefano Cucchi, l’ex senatore Carlo Giovanardi: «Ci sono i processi, bisogna aspettare l’esito»

Secondo Giovanardi «non c’è nessuna relazione tra le eventuali percosse e la morte di Cucchi. Lo dicono le perizie dei più grandi luminari italiani». «Ci sono i processi e – ha detto rispondendo alle domande de La Notizia – bisogna aspettare il loro esito. Gli agenti di custodia sono stati assolti. Quindi ho preso atto che un processo, fino in Cassazione, ha dichiarato assolti tre agenti di custodia che erano stati accusati». L’ex senatore ha poi aggiunto: «Il mio pensiero è suffragato dalla perizia dei pubblici ministeri del primo processo e dalle perizie della Corte d’Assise d’Appello. Tutte concludono che non c’è nessuna relazione tra le eventuali percosse e la morte di Cucchi. Alla stessa conclusione arrivò anche l’indagine parlamentare della Commissione presieduta dall’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino. La mia opinione attuale è quella dei medici che hanno fatto le perizie. Poi c’è la perizia di parte civile, quella della famiglia Cucchi, che sostiene che c’è relazione». Il processo deciderà, dice Giovanardi. «I processi si fanno nei tribunali».

«Di cosa devo chiedere scusa?»

Ieri a La Zanzara l’ex parlamentare ha anche detto di non aver nessuna intenzione di chiedere scusa alla famiglia Cucchi, come chiesto dalla sorella di Stefano, Ilaria. «Di cosa devo chiedere scusa – sono state le parole di Giovanardi su Radio 24 – non mi vergogno di nulla, le perizie hanno sempre escluso morte per percosse, prendetevela con loro».

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / ANGELO CARCONI)