Di Maio: «Imbrogli sul reddito cittadinanza? Galera» | VIDEO

di Gianmichele Laino | 04/10/2018

Il governo giallo-verde ha intenzione di fare davvero sul serio sul reddito di cittadinanza. E rispondendo alle domande dei senatori nel corso del Question Time a palazzo Madama, il ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha annunciato una stretta fortissima sul prossimo reddito di cittadinanza (che ancora è da inserire in manovra e, di conseguenza, ancora da approvare).

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Sei anni di galera per chi imbroglia sul reddito di cittadinanza

«Abbiamo inserito in questa norma anche una serie di misure che contrastano i furbi – ha detto Di Maio, rispondendo a una domanda -. Se imbrogliano, si beccano fino a sei anni di galera per dichiarazioni non conformi alla legge».

Ma cosa intende Di Maio per «imbrogliare»? «Noi diamo l’opportunità a quei ragazzi, che sono depressi perché hanno inviato il curriculum e nessuno risponde loro da tre anni e che stanno prenotando il biglietto per Londra, non di prendere soldi stando sul divano, ma formandosi: per questo non avranno tempo di lavorare in nero o di imbrogliare in altro modo, perché se lo fanno saranno puniti».

Insomma, per tutta la giornata di oggi, è andato in scena il braccio di ferro con Matteo Salvini sull’entità della cifra da prevedere all’interno della manovra economica per il reddito di cittadinanza (Di Maio dice 10 miliardi, Salvini risponde con 8). Nei giorni scorsi, invece, avevamo assistito a una serie di dichiarazioni che illustravano i dettagli della misura (come, ad esempio, il fatto di dover spendere il reddito di cittadinanza solo nei negozi italiani, attraverso la tessera sanitaria e di dover fare solo degli acquisti morali con quei soldi).

Le risposte di Luigi Di Maio al Question Time

Oggi, arriva anche l’entità della sanzione per le persone che sono disposte ad alterare il loro reddito ISEE pur di avere accesso alla misura assistenziale. Quest’ultima espressione, però, viene fortemente rigettata da Di Maio, che parla invece del reddito di cittadinanza come di una misura di politica attiva del lavoro. Non per niente, parte di questa cifra stanziata nella prossima manovra non verrà distribuita tra i cittadini, ma sarà necessaria a riformare i centri per l’impiego: «Siamo a lavoro per rilanciare i centri per l’impiego in collaborazione con un’università negli Stati Uniti e un confronto con il governo tedesco» – ha concluso il ministro nel corso del Question Time.

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI