Il decreto Genova senza puntini: dove il Ponte (forse) lo paghiamo noi

di Redazione | 27/09/2018

decreto genova

Il decreto Genova c’è: bollinato dalla Ragioneria di Stato e pronto per la firma al Quirinale. Si tratta di 41 pagine, anticipate su Repubblica, dove non figura ancora il nome del commissario straordinario. Un aspetto che già si sapeva, perché dovrà essere indicato entro dieci giorni, sentito il presidente della Regione Liguria Toti.

Cosa tratta nel dettaglio? All’articolo 1, capoversi 6 e 7  Autostrade viene ritenuta responsabile del disastro e dovrà pagare entro 30 giorni senza però ricostruire. “Nel caso in cui Autostrade non pagasse o ritardasse le spese di ricostruzione del ponte sarà lo Stato ad anticiparle, attingendo al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale. Per assicurare il celere avvio delle attività del Commissario, in caso di mancato o ritardato versamento da parte del Concessionario, a garanzia dell’immediata attivazione del meccanismo di anticipazione, è autorizzata la spesa di 30 milioni annui dal 2018 al 2019“.

Viene estesa l’area delle imprese che possono ottenere risarcimenti, mentre diminuisce la cosiddetta area della zona franca urbana. Sono stabiliti solo 30 milioni per il porto rispetto ai 90 della bozza. Il commissario straordinario dovrebbe disporre di 20 milioni e potrà nominare sub commissari. Repubblica sottolinea quanto siano poche le risorse distribuite. Questo perché dopo il crollo del ponte Morandi le categorie portuali stimano, in difetto, la perdita di 500 milioni all’anno. Rispetto quindi alla bozza antecedente la città ligure – spiega la testata – si trova con 160 milioni in meno.
A risentire di più del calo degli stanziamenti è l’autotrasporto, uno dei settori più colpiti dalla tragedia.
Il trasporto pubblico locale dopo gli 80 milioni nel primo provvedimento riceverà solo 20 milioni, per esempio.
A Genova in totale arrivano 87 milioni che diventano 120 tramite l’ordinanza della Protezione civile, di 33 milioni. Nel 2019 arriveranno a Genova – spiega Repubblica –  sempre per effetto del decreto, 112 milioni di euro, in totale.

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CHI PAGA IL PONTE DI GENOVA

La Ragioneria dello Stato è intervenuta sul capitolo creando un fondo di garanzia. Il fondo avrà 30 milioni annui, fino al 2029. Ovvero 330 milioni in undici anni. Non è chiaro però un aspetto fondamentale: questo ponte, alla fine, lo paghiamo noi?

(Una veduta di ponte Morandi dall’autostrada A7 prima del casello di Genova Ovest. 20 agosto 2018 a Genova. FOTO ANSA/LUCA ZENNARO)