Saranno gli assunti in Garanzia Giovani a pagare il reddito di cittadinanza

di Enzo Boldi | 27/09/2018

Garanzia Giovani

Il controsenso. Una parte dei fondi per finanziare il reddito di cittadinanza – quello che, in pratica, fornisce un sussidio economico a chi non lavora – arriveranno dalle risorse economiche stanziate dall’Europa per inserire i ragazzi nel mondo del lavoro: il progetto Garanzia Giovani. È scritto nel famoso contratto di Governo firmato da Matteo Salvini e Luigi Di Maio durante le concitate fasi per creare una maggioranza per guidare il Paese.

LEGGI ANCHE > Chi è il deputato M5S che ha detto: «Metti il reddito di cittadinanza e tutti trombano come ricci»

Come rilanciato questa mattina dal Sole 24 Ore, il peso del reddito di cittadinanza potrebbe ricadere – in parte – proprio sulle spalle dei più giovani che, grazie al progetto finanziato dall’Unione Europea, si sono inseriti, o si stanno inserendo, nel mondo del lavoro. Il progetto Garanzia Giovani, lanciato da Bruxelles nel 2014, fa parte di quei programmi che vivono grazie al Fondo Sociale Europeo. Proprio su questo punto, il contratto di governo gialloverde ha le idee talmente chiare da risultare – in realtà – molto confuse.

Garanzia Giovani, il fondo da cui il governo vuole creare il reddito di cittadinanza

«Andrà avviato un dialogo nelle sedi comunitarie – si legge nel Contratto per il Governo del Cambiamento – al fine di applicare il provvedimento A8-0292/2017 approvato dal Parlamento europeo lo scorso 6 ottobre 2017, che garantirebbe l’utilizzo del 20% della dotazione complessiva del Fondo Sociale Europeo (FSE) per istituire un reddito di cittadinanza anche in Italia, invitando la Commissione europea a monitorare specificamente l’utilizzo del FSE per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale».

Garanzia Giovani, FSE e i vincoli europei sugli incentivi al lavoro

Come spiega il Sole 24 Ore, le idee di Lega e – soprattutto – Movimento 5 Stelle sembrano, però, non aver fatto i conti con la natura stessa del Fondo Sociale Europeo. Nella sua riformulazione per il periodo che va dal 2021 al 2027, infatti, il FSE finanzierà solamente progetti che incentivino l’occupazione e la coesione sociale in forma attiva. Un piano che – al di là dei proclami – sembra essere molto differente dalle volontà della maggioranza. Inoltre, l’Italia dovrebbe attingere al Fondo prelevando solamente 330 milioni di euro. Piccole briciole rispetto ai 17 miliardi di euro annui stimati per attuare il provvedimento.

Garanzia Giovani, i numeri del programma

L’ultimo bilancio dell’Anpal (Associazione Nazionale delle Politiche Attive Lavoro», del maggio 2018, parla di oltre 1,3 milioni di persone registrate al programma Garanzia Giovani. I ragazzi che sono stati ricontattati dai servizi per l’impiego sono il 77,6%, cioè circa un milione.

(foto di copertina da profilo Facebook di Luigi Di Maio)