Alessandro Sallusti accusa il Movimento 5 Stelle di fascismo

di Enzo Boldi | 24/09/2018

Sallusti

Il caso Rocco Casalino ha riempito le pagine della cronaca politica dell’ultimo fine settimana, con i quotidiani e i siti d’informazione presi d’assalto e aspramente criticati – spesso con pesanti minacce – dai militanti del Movimento 5 Stelle a difesa del portavoce del premier Giuseppe Conte. Anche il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, ha parlato delle intimidazioni ricevute, paragonando i grillini ai fascisti.

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Nel suo editoriale di oggi, il direttore de Il Giornale si è scagliato contro contro chi per difendere Rocco Casalino ha attaccato i giornalisti e il suo quotidiano. «Sono pronto a bere l’olio di ricino, a litri se serve – ha scritto Alessandro Sallusti -, anche se mi rendo conto che paragonare i grillini ai fascisti è un complimento che non meritano». E poi rincara la dose: «Di Maio al massimo poteva fare il cameriere del Duce e quel fesso di Casalino il suo stalliere».

Sallusti e il paragone tra M5S e il fascismo

Messaggi chiari e decisi, dopo le minacce e le critiche ricevute da Il Giornale – ma che sono state estese a tutta la stampa per la diffusione dell’audio in cui Rocco Casalino parla di un repulisti al Mef se non si troveranno i fondi per il reddito di cittadinanza – che hanno riportato in auge il tema del finanziamento pubblico all’editoria. «Sono ignoranti e malavitosi – prosegue Sallusti nel suo editoriale -. Il Giornale vive di suo e nella sua storia non ha mai ricevuto fondi pubblici».

I silenzi di Salvini e l’ira di Sallusti

Nel mirino della critica di Sallusti c’è anche il rumoroso silenzio del leader della Lega che ha preferito non proferire parola su questo caso e sugli attacchi che la stampa ha ricevuto da sabato mattina.«Casalino minaccia di passare al coltello, mentre Matteo Salvini e Giorgia Meloni restano in silenzio – spiega il direttore de Il Giornale -. C’è vita oltre Casalino e i silenzi inaccettabili di Salvini. Ci vuole pazienza, impegno e coraggio. Il Grande Fratello della Casaleggio non ci avrà mai».

(foto di copertina: ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)