L’attacco con «foto segnaletica» ai due giornalisti che hanno ricevuto l’audio di Casalino

di Gianmichele Laino | 24/09/2018

Pietro Salvatori e Alessandro De Angelis

Una scena già vista in passato. Succede qualcosa che, in qualche modo, va a incidere sull’attività di governo del Movimento 5 Stelle o della Lega? Partono immediatamente card e commenti offensivi che puntano a colpire i diretti interessati. Questa volta, oggetto dell’attacco sui social network sono Pietro Salvatori e Alessandro De Angelis, i due giornalisti dell’Huffington Post che hanno ricevuto l’audio in cui Rocco Casalino ha utilizzato toni non appropriati nei confronti dei funzionari del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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Pietro Salvatori e Alessandro De Angelis, gli attacchi sui social

Su Twitter in modo particolare sono state diffuse delle vere e proprio «foto segnaletiche» dei due giornalisti, accompagnate da epiteti minacciosi, quali «carogna» e «bastardo». Il tutto sapientemente inserito in conversazioni dalla vasta platea, come quella che aveva come interlocutore principale sul tema il segretario del Partito Democratico Maurizio Martina.

È lo schema dei troll: in misura minore, quello a cui si è assistito quando – dopo il braccio di ferro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – Giuseppe Conte rinunciò per la prima volta al suo incarico di presidente del Consiglio. Anche questa volta, le foto «segnaletiche» circolano sui social network, diventano oggetto di discussione. E, per una sorta di meccanismo automatico, danno il via a una serie di commenti offensivi sui profili social privati dei due giornalisti chiamati in causa.

Pietro Salvatori e Alessandro De Angelis, la difesa dell’FNSI

La situazione stava prendendo una brutta piega nella giornata di ieri quando, alla fine, è intervenuto il segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Raffaele Lorusso: «Quando viene pubblicata una notizia che dà fastidio, la cosa più facile è prendersela con chi l’ha pubblicata – ha affermato -. Ma chi ha pubblicato la conversazione di Casalino ha fatto il suo lavoro, perché si tratta di una notizia che ha un notevole rilievo per l’opinione pubblica e perché il portavoce del presidente del Consiglio pronuncia frasi di una gravità inaudita».

Intanto, sui social network si leggono frasi come queste: «Questo c*glione vigliacco dovrebbero cacciarlo dall’ordine giornalisti x aver violato la privacy di Casalino e chissà di quanti altri, lui e il suo collega giornalaio De Angelis, fecce putride: e non sono grillino (Lega) e me ne vanto», condito da una prosa approssimativa e da errori grammaticali. Il classico profilo che sembra un fake, con pochi followers e pochi following, con un improbabile codice come nickname.