Detenuta di Rebibbia uccide il figlio e ne ferisce gravemente un altro

di Enzo Boldi | 18/09/2018

Alice Sebesta

Una donna, detenuta nel carcere romano di Rebibbia, ha tentato di uccidere i suoi due figli lanciandoli per le scale. Uno dei due piccoli è morto, mentre i medici stanno provando a salvare l’altro all’ospedale Bambin Gesù. L’episodio è avvenuto intorno a mezzogiorno. Sul posto è in corso un sopralluogo da parte del procuratore aggiunto Maria Monteleone, il magistrato che coordina il pool sulle violenze ai minori, per capire la dinamica dei fatti e le motivazioni del gesto della donna.

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Ancora da chiarire cosa abbia spinto la detenuta, una 30enne tedesca di origine macedone, a tentare di uccidere i suoi due bambini. Il più piccolo, quello che non è riuscito a salvarsi, aveva quattro mesi, mentre il più grande avrebbe poco più di due anni e ora lotta tra la vita e la morte ed è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale Bambin Gesù per il grave trauma da caduta con danno cerebrale severo. Il bambino è sottoposto attualmente a supporto rianimatorio avanzato e in ventilazione meccanica e domani mattina è previsto un intervento neurochirurgico. La donna avrebbe prima spinto per le scale il figlio minore, che si trovava nella carrozzina, prima di gettare anche il figlio maggiore che teneva per la mano.

Detenuta di Rebibbia tenta di uccidere i suoi due figli

I piccoli sarebbero stati scaraventati dalla madre da una rampa di gradini mentre con loro rientrava dal giardino del nido. Tutto sembrava trqnauillo, prima del raptus della giovane donna: ha preso i bimbi e uno alla volta, in pochi istanti, li ha lanciati sul selciato, uccidendone uno e ferendone gravemente l’altro. La donna, si trovava in carcere da agosto per reati legati alla tossicodipendenza ed è stata trasportata nell’infermeria dell’istituto penitenziario dove è sedata e tenuta sotto stretta sorveglianza.

Alcune fonti del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) di Rebibbia hanno spiegato che la donna questa mattina avrebbe dovuto avere un colloquio con i suoi familiari. Omicidio e tentato omicidio sono le accuse su cui la Procura di Roma avvierà un fascicolo d’indagine, coordinato dal procuratore aggiunto Maria Monteleone.

Il caso Rebibbia e la situazione nel carcere romano

«È un dramma atroce – afferma Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria – Da settimane denunciamo i gravissimi episodi che stanno avvenendo nelle carceri italiane. Chiediamo al ministro della Giustizia un intervento immediato, ha l’obbligo morale di intervenire sulla situazione carceraria, diventata ormai esplosiva».

 

(foto di copertina: ANSA / ALESSANDO DI MEO)

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