Selvaggia Lucarelli e i sospetti sul Blackout game come il Blue Whale

di Redazione | 18/09/2018

blackout game come blue whale

Selvaggia Lucarelli, nell’edizione odierna del Fatto Quotidiano, ha messo in fila tutti i suoi sospetti sulla morte, avvenuta il 6 settembre scorso, di Igor Maj, un 14enne trovato impiccato a una corda da arrampicata nella propria stanza. In seguito ad alcune dichiarazioni del padre del ragazzo, infatti, si è diffusa la notizia – principalmente su organi di stampa – del fatto che la morte dell’adolescente fosse dovuta a una «tendenza» diffusa in rete, quella del cosiddetto blackout game o gioco del soffocamento. L’episodio di cronaca è stato citato ieri anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dell’apertura dell’anno scolastico sull’Isola d’Elba.

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Blackout game come Blue Whale, l’ipotesi di Selvaggia Lucarelli

I ragazzi, secondo questa versione, arriverebbero a un passo dal soffocamento, legandosi qualcosa al collo. Tuttavia, sempre secondo Selvaggia Lucarelli – lungi dall’essere una vera tendenza sul web – il blackout game ha più di una analogia con il Blue Whale, un «gioco» sempre diffuso attraverso video in rete di cui per la prima volta aveva parlato il programma televisivo Le Iene. E che, alla fine, non si è rivelato essere quel fenomeno che aveva allarmato i genitori di tutta Italia.

Secondo Selvaggia Lucarelli, non può esserci analogia con il caso di Tivoli

Innanzitutto, dice Selvaggia Lucarelli, l’unico legame tra la morte di Igor e il blackout game sarebbero alcuni video ritrovati nella cronologia che parlavano di questo gioco. Non un tutorial vero e proprio per eseguirlo, ma dei video che – al momento – sembrano essere generici e che hanno sempre un nome diverso, a seconda delle agenzie che ne parlano. Inoltre, anche presentare il caso di Igor come la seconda morte per blackout game in Italia sarebbe un errore secondo Selvaggia Lucarelli. Il pubblico ministero che sta conducendo le indagini, infatti, ha citato il caso di un ragazzino di Tivoli, trovato in fin di vita, soffocato dal cavo della Play-Station e morto qualche settimana dopo all’ospedale Gemelli di Roma.

Tuttavia, non è mai stato ritrovato alcun video in cronologia sul blackout game e che la ricostruzione era stata fatta in base a una dichiarazione del padre che aveva ammesso che il figli, qualche giorno prima, gli aveva mostrato un video che parlava del blackout game. Insomma, Selvaggia Lucarelli sospetta che ci possa essere lo stesso effetto emulazione che ci fu quando scoppiò – poco più di un anno fa – il caso del Blue Whale. E suggerisce, soprattutto ai familiari di Igor, di usare prudenza e di aspettare l’esito delle indagini prima di divulgare una moda che potrebbe non esistere. E che è meglio non riproporre.

(Foto Zumapress da archivio Ansa. Credit: Emanuele Sessa / Pacific Press / ZUMAPRESS.com)