Bernard Dika, il 19enne che bacchetta il PD: «Non piangiamoci addosso, scegliamo una linea e che quella sia»

di Gaia Mellone | 17/09/2018

Guai a chi dice che i più giovani non si interessano di politica. Basta ascoltare le parole di Bernard Dika, che a soli 19 anni ha ricordato dal palco dell’assemblea dei circoli del Partito Democratico di Ravenna qual’è la linea da seguire, e come evitare che il partito affondi.

Bernard Dika, per coinvolgere i giovani basta avere le idee chiare e portarle avanti

«In molti mi chiedono: come possiamo cercare di coinvolgere voi giovani?» Bernard Dika apre il suo discorso con una domanda semplice, che il partito democratico si pone da tanto tempo, e a cui Renzi aveva cercato a suo modo di dare una risposta. « Ecco io sono uno di quei tanti che non è stato né del Pc, né della democrazia cristiana, né dei socialisti, né della margherita, ne dei ds e nemmeno del PDs. Noi nasciamo con il partito democratico» ha candidamente detto il 19enne, spingendo la società a «trovare il coraggio per superare le appartenenze, perché solo così riusciremo ad essere davvero attrattivi».  La sua generazione, continua Dika, «non ha interesse a sapere quello che è successo prima. Ha fame e voglia di sapere quello che noi vogliamo fare oggi, domani e dopodomani, cerchiamo di parlare di questo».

«Troviamo una linea che sia una e portiamola avanti, riscopriamo la bellezza di fare politica»

Dika racconta che spesso gli viene detto dai suoi coetanei, e non solo, che si guarda sempre La7 perché ci sono molti programmi politici. «Durante la giornata ci sono tanti rappresentati politici, ne vedo 10 della lega dalla mattina alla sera, 10 dei cinque stelle, sono 10 divisi in tanti trasmissioni ma tutti dicono la stessa cosa – continua Bernard dal palco –  Poi ci sono i rappresentanti del PD, e ce ne sono 3 che dicono 20 cose diverse». Bernard è orgoglioso di essere parte di un partito che promuove la pluralità di opinioni, ma sottolinea un’urgenza che non può più essere ignorata: «Voglio anche essere orgoglioso di un partito che abbia una linea chiara sui temi. Una linea chiara, non dieci, venti ma una! Facciamo un congresso, troviamo una linea politica ma alla fine andiamo avanti insieme per davvero». «Scopriamo la bellezza di fare politica non per un ruolo ma davvero per la passione di cambiare le cose»: è questo secondo Bernard  l’unico vero modo per risollevare il partito e continuare ad attrarre i giovani, che «se capiscono che si possono cambiare le cose allora non se ne vanno più».

L’immigrazione, «ascoltatemi io sono figlio di quei barconi»

Bernard è un esempio di immigrazione di seconda generazione, e lo ribadisce con onore e dignità davanti al pubblico che lo applaude. Racconta di aver capito che il tema immigrazione è davvero sentito nelle case del popolo e nei circoli dove gira spesso. «Guardate che il tema immigrazione è sentito in quei luoghi più di quanto si pensi. Io sono figlio di seconda generazione, i miei genitori sono arrivati con i  barconi che voi negli anni 90 vedevate in puglia». E proprio sul tema immigrazione, lo slogan lo lancia lui: «Vogliamo affrontarlo questo tema dicendo una cosa semplice, una linea chiara? Cioè che noi non lasciamo morire nessuno in mare, nessuno». Bernard promuove «una visione del mondo senza confini, dove non ci sono autoritari e dove non ci sono dittatori » ma dove non s i può prescindere da un fatto, che il Pd deve dire chiaro e tondo, cioè che «chi viene qui deve rispettare le regole come ogni cittadino italiano, niente di piu e niente di meno. Se noi non facciamo capire questo ci diranno che noi siamo per l’illegalità: no! io non sono per l’illegalità!».

«Voglio solo condividere due idee» e così conquista il partito

Con una voce decisa e una leadership che farebbe invidia ai compagni più vecchi, Bernard lancia un appello al pubblico dei circoli del Pd che lo ascolta rapito: «Riscopriamo l’entusiasmo, non piangiamoci troppo addosso» e invita le donne e gli uomini del Pd a essere d’esempio ai più giovani, a fargli capire perché certi valori sono importanti e a dargli una linea chiara da seguire, mostrandogli che il cambiamento è possibile ma richiede «impegno tutti i giorni». Durante uno dei tanti applausi che interrompe il suo discorso, Bernard invita a smettere di battere le mani: «Fermi fermi ragazzi niente applausi, ho 20 anni e non mi posso candidare a nulla, è solo per condividere due idee». Due idee, ma molto più potenti di tanti discorsi fatti da chi, forse, li dice solo per potersi candidare.

(credits video: profilo Facebook di Bernard Dika)