La piccola che ha visto crollare il ponte di Genova: ora non parla più

di Redazione | 13/09/2018

bambina ponte genova

Si chiama Silvia (nome di fantasia ndr). Noi la chiameremo così, ma esiste davvero e ha visto, così piccola, il crollo del Ponte di Genova davanti ai suoi occhi. Da quel giorno Silvia non parla più.

LEGGI ANCHE > PONTE MORANDI, GLI SMS DEI TECNICI: «I TIRANTI NON REGGONO PIÙ»

La sua storia, su La Repubblica, è stata raccontata da Sara Bandini, preside dell’Istituto comprensivo Sampierdarena. Silvia fa parte del gruppo degli abitanti evacuati dalla zona. Viene assistita dagli psicologi di Emdr Italia, medici specializzati nel trattamento dei traumi.

«In quegli istanti carichi di ansia nessuno si era accorto di quanto le era accaduto, solo dopo i genitori si sono resi conto che era diventata improvvisamente silenziosa. Così sono venuti da noi», hanno raccontato i medici. Lo shock visivo ed emotivo ha prodotto un blocco nella bambina, che nei giorni successivi al crollo è peggiorato. «Se già per un adulto è complesso lasciare le proprie cose – spiega lo staff – figuriamoci per una bambina che aveva già vissuto il trauma del crollo». Quello di cui soffre Silvia, ipotizzano i medici, dovrebbe esser un blocco temporaneo. Solo il tempo e l’affetto uniti a un giusto clima riusciranno a risolvere la situazione. Per ora Silvia comunica con il mondo esterno attraverso il disegno.

 

(Circa 300 persone in piazza De Ferrari per la manifestazione chiamata Ponte16100, dal numero di codice avviamento postale di Genova, nata sui social con l’obiettivo di creare un momento collettivo di elaborazione della tragedia del viadotto Morandi, Genova,19 agosto 2018. Un rotolo di carta di decine di metri è stato riempito con pensieri per Genova. Pensieri di rabbia come “Funerali di Stato per un omicidio di Stato”, “Basta parole? silenzio”, oppure di speranza: “Genova si rialzerà più bella di prima”. ANSA/LUCA ZENNARO)