Ora Luca Traini, l’assalitore di Macerata, fa amicizia con i detenuti di colore

di Redazione | 12/09/2018

fidanzata Luca Traini

Lo psichiatra Massimo Picozzi lo ha descritto come un cambiamento repentino, quasi uno sdoppiamento della personalità. Luca Traini, in base all’ultima perizia fatta nel carcere di Macerata, sembra davvero essere diventato un altro uomo. «All’inizio della detenzione – afferma lo psichiatra – non voleva incrociare nessun detenuto di colore, oggi racconta di due di loro: “Uno assomiglia a mio fratello, l’altro è un simpaticone”».

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Luca Traini e l’opinione sugli altri detenuti di colore

Luca Traini è l’ex militante di estrema destra (un passato anche nella Lega) che a Macerata, all’indomani del delitto di Pamela Mastropietro, si rese protagonista del raid razzista contro le persone di colore. Dopo essere salito sulla propria vettura, Traini esplose diversi colpi di arma da fuoco che colpirono e ferirono sei persone di colore. Il gesto è stato motivato dallo stesso Traini con l’odio razziale. Un movente inaccettabile, che gli è costato l’arresto. Ora, in carcere, le perizie si rincorrono una dietro l’altra per capire se e cosa è cambiato da quel 3 febbraio 2018.

Ma Luca Traini non è incapace di intendere e di volere

Il 28enne di Tolentino non ha mai rinnegato la sua tentata strage e la perizia confermerebbe la sua lucidità al momento della sparatoria. Tuttavia, i medici ravvisano un atteggiamento completamente nuovo, in carcere, nei confronti delle persone di colore, altri detenuti suoi compagni di cella.

Il 12, il 13 e il 16 giugno, nel corso dei colloqui con i medici, Luca Traini mostra di aver cambiato idea, almeno per quanto riguarda le persone che condividono la cella con lui. «Presenta tratti disarmonici di personalità – spiega il medico Picozzi – che non si traducono in un quadro patologico capace di incidere sulla capacità di intendere e di volere». Insomma, nonostante tutto, Luca Traini è cosciente di ogni singola sua azione.