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Epidemia di polmonite nel Bresciano, 138 persone contagiate. E la causa è un’incognita

È salito a 138 il numero delle persone colpite tra le province di Brescia e di Mantova dalla polmonite le cui cause restano per ora sconosciute. I primi casi sono emersi al pronto soccorso di Montichiari una settimana fa. Erano 71 i contagiati fino a venerdì, poi sono saliti a 121 sabato e quindi a 138 nella giornata di ieri, domenica. L’ultimo bollettino è stato diffuso dall’assessore regionale lombardo Giulio Gallera. Risultano stazionarie le condizioni di due pazienti ricoverati in rianimazione perché positivi alla legionella, un batterio finito sono accusa come possibile causa di un contagio così largo.

Epidemia di polmonite in provincia di Brescia, 138 contagiati

Come racconta il Corriere della Sera (articolo di Marco Toresini), per scoprire l’origine sono ora in corso analisi più approfondite. C’è da augurarsi che una risposta all’interrogativo venga trovata al più presto perché l’epidemia sta mettendo in apprensione un bacino di oltre 60mila abitanti. Molte persone si sono rivolte al medico di famiglia. Altre ad ambulatori della Guardia medica. E c’è chi è stato indirizzato agli ospedali della zona che sono incaricati di tenere la contabilità dell’epidemia. Montichiari è il centro più grande tra quelli interessati dalla diffusione della polmonite. I sindaci stanno facendo quadrato per diffondere i vademecum sulle norme di comportamento per prevenire la legionella e il contagio. A far crescere la preoccupazione nella popolazione è anche l’apertura delle scuole, l’inizio dell’anno scolastico. Gli amministratori provano a rassicurare i genitori degli alunni che si ritroveranno tra i banchi. Dicono di aver iniziato il processo di sanificazione degli impianti negli istituti. Ma i più esposti al contagio non sono i bambini, ma gli anziani già affetti da altre patologie, come i due, di 85 e 69 anni, sottoposti cautelativamente ad autopsia.

La causa sconosciuta

Come spiegato ancora al Corriere dal primario di medicina dell’ospedale di Montichiari, Giuseppe Romanelli, docente universitario di geriatria, la causa dell’epidemia potrebbe non essere mai scoperta. Un’ipotesi è che potrebbe essere legata a una qualche forma di legionella, ma non ci sono certezze. «La situazione si sta normalizzando, i pazienti rispondono bene alle cure e questo è quello che conta, anche perché spesso sono gravati da altre patologie», ha dichiarato Romanelli.

Cosa fare

Repubblica elenca oggi anche alcuni consigli per difendersi, per ridurre i rischi per sé e per la propria famiglia. Innanzitutto l’azienda sanitaria di Brescia ha invitato a controllare i rubinetti, sostituire i filtri o pulirli con l’anticalcare. Altro consiglio è quello di far scorrere l’acqua calda e poi quella fredda e allontanarsi aprendo le finestre prima di usarla o di fare la doccia. Si consiglia di evitare l’utilizzo di vasche idromassaggio e di evitare di irrigare giardini con diffusori a spruzzo. Infine l’azienda sanitaria bresciana invita a portare la temperatura dell’acqua a 70/80 gradi per tre giorni consecutivi assicurando il deflusso per almeno 30 minuti al giorno.

(Immagine di copertina da Google Street View: l’ospedale di Montichiari)

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