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Ponte Morandi, gli sms dei tecnici: «I tiranti non reggono più»

Ne abbiamo parlato ieri. Pochi giorni prima del crollo del ponte Morandi a Genova i tecnici di Autostrade parlavano via telefono dei rischi della struttura e delle criticità dei tiranti che lo sorreggevano, gli stralli di acciaio coperti di calcestruzzo che rappresentavano il punto debole del viadotto. Le conversazioni sono spuntate dalle chat recuperate nei cellulari sequestrati dalla Procura. Si tratta di dialoghi che ora i magistrati cercano di contestualizzare.

 

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Ponte Morandi, gli sms dei tecnici: «I tiranti non reggono»

Le verifiche sui messaggi scambiati via Whatsapp e via sms sono state effettuate dagli investigatori della Guardia di Finanza. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno fornito alla Procura tutti gli elementi per ricostruire quanto accaduto nei due mesi precedenti al disastro del 14 agosto che ha causato la morte di 43 persone. E nella ricostruzione non sono mancati riferimenti ai tiranti, il cui cedimento viene considerato probabile causa del crollo. Racconta oggi il Corriere della Sera (articolo di Cesare Giuzzi e Fiorenza Sarzanini):

«Non reggono», si dicevano nei messaggi inviati sugli smartphone, ma senza poi agire di conseguenza con interventi mirati.
Si è addirittura accertato che alcuni lavori minimi sono terminati all’alba del 14 agosto proprio sul pilone 9, quello crollato, e questo aggrava la posizione di chi doveva vigilare perché – è l’accusa – erano consapevoli del pericolo e hanno messo a rischio la vita degli operai. La contestazione di omicidio stradale riguarda invece il mancato rispetto della sicurezza degli automobilisti che deve essere invece garantita proprio da chi ha la gestione dei tratti autostradali e da chi deve controllare che siano rispettate le regole.

Venti indagati

Sono 20 gli indagati per il crollo del ponte Morandi. Nell’elenco ci sono dirigenti di Autostrade per l’Italia e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la stessa società Autostrade. I reati ipotizzati sono di disastro colposo, omicidio stradale colposo plurimo e omicidio colposo per violazione delle norme antinfortunistiche. Secondo i magistrati gli indagati erano consapevoli dei pericoli ma non hanno pianificato alcun intervento di manutenzione straordinaria del viadotto.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / SIMONE ARVEDA)