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Giarrusso vigilerà sui concorsi universitari: «Polemiche inutili, ho anche fatto un sevizio per Le Iene»

Travolto da un’inaspettata (?) ondata di polemiche, l’ex inviato de Le Iene Dino Giarrusso ha voluto rispondere attraverso un’intervista al Corriere della Sera a tutti i detrattori che lo hanno, in maniera più o meno velata, criticato per il ruolo che ricoprirà al ministero dell’Istruzione, come segretario particolare di Lorenzo Fioramonti e come coordinatore di quello che è stato definito, impropriamente, osservatorio sulla regolarità dei concorsi universitari.

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Giarrusso, le polemiche sul suo nuovo incarico

«Mi chiedo la ragione delle polemiche – ha detto Giarrusso – è un diritto del sottosegretario scegliere una sua persona di fiducia per ricoprire l’incarico di segretario particolare». Una fiducia che, a quanto pare, si è venuta a creare soltanto recentemente, dal momento che Giarrusso, per sua stessa ammissione, ha conosciuto e apprezzato Fioramonti soltanto nel corso dell’ultima campagna elettorale.

Campagna elettorale alla quale lo stesso Giarrusso aveva partecipato, candidato per il Movimento 5 Stelle all’uninominale in un collegio di Roma. La sfida non ha avuto un buon esito dal punto di vista politico. Successivamente, l’ex Iena aveva ottenuto un incarico nello staff di Roberta Lombardi alla regione Lazio, prima di allontanarsene e ricoprire, ora, questa nuova carica.

Giarrusso e il «prerequisito» per il suo nuovo incarico

L’ex inviato del programma Mediaset si è sempre difeso dall’accusa di aver usato una sorta di «paracadute» mettendo sul piatto le sue competenze nel settore della comunicazione e del giornalismo d’inchiesta. Anche per il cosiddetto osservatorio per i concorsi universitari ha fatto lo stesso: «Non è un ufficio apposito, ma uno dei miei compiti – ha detto Giarrusso -. Per le Iene mi è capitato anche di occuparmi di un concorso truccato a Tor Vergata, un caso tra tanti: sappiamo tutti che, insieme alle eccellenze, in Italia permangono i baronati».

Il servizio in questione riguarda una vicenda legata a due ricercatori a cui sarebbe stato vietato dal rettore Giuseppe Novelli di partecipare a un concorso per diventare professore anche se ne avevano i titoli. E che è ancora in corso di analisi, dal momento che il Consiglio di Stato si è pronunciato a favore dei due ricercatori, ma sono ancora da verificare le accuse a Novelli di tentata concussione e istigazione alla corruzione. Basterà questo requisito per placare le malelingue nei confronti di Dino Giarrusso?

[Screenshot dal servizio di Dino Giarrusso sull’Università di Tor Vergata]