Marco Travaglio e l’ossessione per la «panza» di Calenda

di Enzo Boldi | 03/09/2018

Travaglio panza Calenda

L’estate sta finendo, ma l’ossessione per il fisico resta. Almeno negli ambienti della politica italiana. E così, Marco Travaglio è tornato ad attaccare Carlo Calenda. Non propriamente su tematiche economiche – o, comunque, non solamente – ma sulla sua silhouette. Il direttore del Fatto Quotidiano, nel suo «Ma mi faccia il piacere» del lunedì, ha parlato della «panza» e del «triplo mento» dell’ex Ministro dello Sviluppo Economico dei governi Renzi e Gentiloni.

 

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Il tema dell’attacco del direttore del Fatto Quotidiano è «il nuovo che avanza», facendo riferimento al pensiero espresso dall’esponente del Pd Calenda sull’esigenza del Partito Democratico di cambiare nome in vista delle prossime elezioni per il Parlamento europeo. «Tu cambiati pure il nome – scrive Marco Travaglio a pagina 1 -, ma guarda che con quella panza e quel triplo mento ti riconoscono lo stesso».

Travaglio ossessionato dalla panza di Calenda, e continua la battaglia sul triplo mento

Immediata la risposta di Calenda che, attraverso un post sul suo profilo Twitter, ha parlato di questa «ossessione» di Travaglio.

 

Secondo capitolo della battaglia lipidica

Un’ossessione che, da qualche tempo, è uno dei temi principali affrontati da Marco Travaglio nei suoi editoriali per il Fatto Quotidiano sulla situazione all’interno del PD, con Calenda finito nel mirino del direttore non solo per le sue dichiarazioni politiche. Già la settimana scorsa l’ex Ministro dello Sviluppo Economico dei governi Renzi e Gentiloni era stato «denigrato» per la sua silhouette e aveva risposto – sempre su Twitter – parlando di pulsioni feticiste. «Questa ossessione per la mia pancia da dove viene? È una forma di feticismo? Nasconde senso di inferiorità? Mi sogni a torso nudo come il tuo co-leader Salvini? Ritieni che “omo de panza sia omo de sostanza”? Condividi le tue pulsioni con noi». La battaglia all’ultima panza non sembra essere agli sgoccioli.

(Foto di copertina: Daniela Parra Saiani / Pacific Press via ZUMA Wire + ANSA / MASSIMO PERCOSSI)