Rocca di Papa, la protesta contro l’arrivo dei 100 migranti: «Sindaco, sei su Marte?»

di Redazione | 28/08/2018

rocca di papa

«Ora si parla di migranti e lei pensa all’accoglienza quando tutta Rocca di Papa è in rivolta… ma dove vive, su Marte? Si vergogni!». «Ma non dovevano ospitarli in Vaticano?». «Si era capito subito la presa per i fondelli». Nei gruppi Facebook la rabbia dei cittadini contro il sindaco che decide di accogliere profughi è evidente. A Rocca di Papa, in provincia di Roma, l’arrivo di una parte degli stranieri che il governo ha bloccato per giorni nel porto di Catania, a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera che li aveva salvati nel Mediterraneo, non è gradito alla maggior parte della popolazione. E sui social network si scatena la rabbia.

Rocca di Papa, la protesta contro il sindaco per l’arrivo dei 100 migranti

La protesta è ovviamente forte nei commenti ai messaggi condivisi e ricondivisi del primo cittadino, Emanuele Crestini. Il sindaco ha provato a spiegare in un post che il Centro di accoglienza straordinario (Cas) ‘Mondo Migliore‘, dove arriveranno un centinaio di migranti della Diciotti, è autorizzato dalla Prefettura, che «è il fiore all’occhiello a livello internazionale», che «è una precisa indicazione personale di Papa Francesco» e che, inoltre, «Rocca di Papa è sempre stata pronta ad accogliere e a sostenere coloro che si trovano in una situazione di difficoltà». Non è servito. «I cittadini sono ‘entusiasti’… e se lo ricorderanno sia alle prossime elezioni che quando incontrano per strada l’amato primo cittadino», ha commentato qualcuno. Qualcuno ha espresso giudizi volgari e offensivi. «Altri 100 parassiti», «altra delinquenza», «Sono malati anche di tbc», «portano malattie che da noi sono debellate».

 

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(Foto da archivio Ansa: il sindaco di Rocca di Papa. Credit immagine: ANSA / CLAUDIO PERI)

 

Per quanto riguarda la distribuzione dei migranti, 177 inizialmente a bordo della Diciotti, tutti rimangono nel nostro Paese. A parte il trasferimento in zona Castelli Romani, il invio in Irlanda e Albania appare complicato. Gli altri 50 profughi rimarranno ancora nell’hotspot di Messina, per molti giorni. Le procedure per poterli inviare in Albania sono complesse e già alcuni eritrei hanno detto no a trasferimenti in altri Stati. Rimarranno nelle case famiglia di Catania anche i 27 minori sbarcati dalla nave.

(Foto di copertina da archivio Ansa: lo sbarco di 12 migranti, 6 donne e 6 uomini, dalla nave Diciotti della Guardia Costiera ordinato dall’ufficio di Sanità marittima di Catania per motivi sanitari, Catania. Credit immagine: ANSA / ORIETTA SCARDINO)

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