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I troll di Al-Jazeera non sono «Islamici che esultano per il ponte di Genova»

C’è una differenza tra «islamici che esultano» e troll che vanno a commentare gli articoli postati dal più grande network del mondo islamico, ovvero Al-Jazeera. In queste ultime ore, ha fatto il giro del web un articolo della testata Il Populista – ripreso parzialmente anche dal quotidiano Libero, che lo ha messo addirittura in un occhiello in prima pagina -, che titola così: «Islamici esultano su al-Jazeera per il ponte caduto a Genova».

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Troll Al-Jazeera, cosa è successo all’indomani del crollo del ponte di Genova

La testata ha citato questo commento: «Questo è un segno di Allah in seguito alla decisione del Governo italiano di impedire la costruzione di moschee». Nell’articolo si spiega: «Conclusione, checché ne dicano i buonisti della Sinistra, queste persone non potranno mai integrarsi con NOI. E quindi, che restino nei loro paesi».

Il riferimento – come riportato correttamente da Bufale.net – è a un post di Al-Jazeera pubblicato il 14 agosto, per dare la notizia del crollo del ponte Morandi a Genova. I commenti, tuttavia, non risultano essere più rintracciabili sul web, perché con ogni probabilità sono stati rimossi dal team di social media manager di Al-Jazeera.

Troll Al-Jazeera, il commento incriminato

È stato messa in pratica, quindi, quella strategia che ogni team che gestisce un account di una testata o di un network mette in piedi: la rimozione dei commenti pesantemente offensivi fatti circolare in modo particolare dai cosiddetti troll, ovvero profili creati appositamente per alimentare l’odio sui social network come Facebook e Twitter. Il fenomeno è ben conosciuto e, tranne quando assume dimensioni di grande portata – si veda il caso del social shaming nei confronti di Sergio Mattarella, quando Giuseppe Conte ha rimesso il mandato da presidente del Consiglio una prima volta -, resta circoscitto e confinato in quello che può essere definito un bug della rete.

Non c’è stata un’offesa sistematica nei confronti delle vittime del crollo del ponte di Genova, né della reputazione dell’Italia. Tuttavia, realizzare un articolo in cui si fa un generico riferimento agli «islamici» fa parte di una strategia ben precisa che ispira, questa sì, all’odio.