I ritratti di Francesco Totti e della Gioconda riprodotti con dei batteri

di Enzo Boldi | 14/08/2018

Disegnare con batteri, ritratto Francesco Totti

Pensare al proprio volto ricoperto di batteri non è la cosa più esaltante del mondo, ma per amore della scienza è giusto accettare anche questo. Il ritratto di Francesco Totti – e non solo – è stato al centro di un attacco di «arte batterica» da parte degli gli scienziati del Dipartimento di Fisica alla Sapienza Università di Roma e del Soft Living Matter Laboratory all’Istituto di Nanotecnologia del Cnr. Nulla di grave, anzi. Il team di studiosi ha voluto omaggiare l’ex capitano della Roma, rendendolo uno dei protagonisti del loro studio scientifico.

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Come pubblicato sulla rivista scientifica eLife, i ricercatori hanno condotto uno studio che ha dimostrato come sia possibile controllare i batteri attraverso la luce, riuscendo a posizionarli in modo tale da produrre disegni e ritratti in miniatura. Ovviamente l’arte non era il fine principale della loro ricerca. L’obiettivo degli autori di questa indagine scientifica è quello di riuscire a realizzare strutture complesse in grado di riparare tessuti corporei.

Disegnare con batteri, nell’esperimento anche Einstein e la Gioconda

I batteri utilizzati per portare a termine questo esperimento dai risvolti artistici sono quelli – poco nobili – dell’Escherichia coli, considerati dei «grandi nuotatori» e i più soggetti a spostamenti repentini se sollecitati. Per studiare il loro comportamento e la loro reazione a uno stimolo luminoso, i ricercatori hanno utilizzato un dispositivo capace di proiettare pattern di luce molto complessi. Tra i tanti: il volto di Albert Einstein, quello della Monna Lisa e – per l’appunto – quello di Francesco Totti.

Disegnare con batteri, l’arte espressione della scienza moderna

Il risultato artistico è stato sorprendente e nel giro di quattro minuti i batteri si sono disposti in modo tale da rappresentare i ritratti micrometrici proiettati. Gli studi ora proseguiranno, tentando di sviluppare nuove tecniche che – mettendo da parte l’affascinante modello artistico – saranno in grado di diventare un utile supporto alla medicina moderna, attraverso la realizzazione in 3D di strutture biomeccaniche in grado di riparare tessuti e trasportare materiale biologico all’interno dell’organismo.