Ostia estate e testate
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Ostia sponsorizza la propria Estate «citando» la testata di Roberto Spada

«Vieni a Ostia, mo te do una capocciata». Lo sketch diffuso tra radio romane e messaggi sulle banchine della metropolitana di Roma, è al centro delle polemiche. Per sponsorizzare gli eventi dell’estate a Ostia, famosa località balneare del litorale romano, è stato commissionato proprio dal X Municipio, quello che amministra proprio quella zona che – a parte il mare e le spiagge – è stata al centro delle cronache recenti per l’episodio della testata di Roberto Spada – esponente dell’omonima famiglia – al giornalista della Rai Daniele Piervincenzi.

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Nello spot di trenta secondi, due voci si confrontano per la realizzazione della pubblicità stessa: «Sì vabbè Fa’, ma sbrigate e falla meglio. C’abbiamo solo 30 secondi», dice il primo ragazzo. Pronta la risposta dell’attore romano Fabio Avaro, protagonista dello spot: «Ma che voi? Mo te la do na capocciata». L’intento comico è evidente, ma l’opposizione si è scagliata contro la nuova amministrazione del X Municipio – al centro delle cronache dopo esser stato sciolto nel settembre 2015 per infiltrazioni mafiose -, rea di aver utilizzato un fatto di cronaca per una campagna pubblicitaria.

Ostia estate e testate, lo spot radiofonico che «cita» Roberto Spada

Il riferimento cronachistico, per un fatto che ha condizionato la visione di Ostia nell’ideale collettivo, non è andata giù a molti. E l’opposizione ha subito provveduto ad attaccare l’amministrazione guidata da Giuliana di Pillo del Movimento 5 Stelle. «Se per pubblicizzare il nostro territorio si usa con cattivo gusto un gesto mafioso – ha dichiarato Monica Picca,  capogruppo di Fratelli d’Italia in X Municipio -, inevitabilmente si vuole identificare il nostro territorio come tale, e noi questo non lo tolleriamo. Viene commissionata una pubblicità per promuovere eventi culturali sul nostro territorio usando una comunicazione offensiva per tutti i cittadini del Decimo cercando di farla passare per ironia. Qui non ride nessuno, c’è solo da piangere».

Ostia estate e testate, ironia di un copione non compreso

Ironia incompresa. Al termine dello spot, è la stessa voce guida dell’attore Fabio Avaro a sottolineare «Ostia, un’estate senza testate. Meglio che glielo spiego perché sennò, magari, capiscono male». Evidentemente, hanno capito male.

Sulla polemica esplosa anche sui social, si è espresso lo stesso Fabio Avaro che ha voluto sottolineare la natura ironica dello spot: «La mia intenzione era quella di sdrammatizzare, di essere autoironici, di dire che a Ostia non ci sono solo coatti e capocciate. È stata una battuta su quello che è successo qualche mese fa a Roma – racconta l’attore romano -. Quando sono stato contattato dal Comune per chiedermi se volevo prestare la mia voce allo spot, da cittadino di Ostia mi sono detto felice ed orgoglioso. Ma dissi loro che l’avrei fatto a modo mio. Mi hanno detto che era piaciuto molto, anche alla Presidente. Hanno elogiato l’ironia del testo, che era risultato molto simpatico, nello spirito dell’estate romana. Sinceramente io non riesco a vedere altro che autoironia nello spot, sarà un mio limite ma è cosi».

 

(foto di copertina: ANSA/ FERMO IMMAGINE NEMO)