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La pace fiscale M5S-Lega? È scesa da 35 a 3,5 miliardi

Le possibili entrate della pace fiscale prevista dal contratto di governo M5S-Lega sono scese da 35 a 3,5 miliardi di euro. Giusto un decimo. Lo dicono le indiscrezioni di queste ore sulle ipotesi su cui sta lavorando l’esecutivo Conte in vista della manovra finanziaria di fine anno. La misura potrebbe essere inserita nel decreto fiscale collegato che dovrebbe anche quest’anno accompagnare la legge di Bilancio. Viene riferito che si stanno ancora studiando i dettagli anche per evitare che la pace fiscale si sovrapponga alla rottamazione delle cartelle ancora in corso. Secondo i primi calcoli si potrebbero ottenere circa 3,5 miliardi, utili come coperture, anche se una tantum.

La pace fiscale di M5S e Lega? È scesa da 35 a 3,5 miliardi

Nel programma di governo di Movimento 5 Stelle e Lega che è stato sottoscritto a fine maggio si legge: «È opportuno instaurare una ‘pace fiscale’ con i contribuenti per rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica. Esclusa ogni finalità condonistica, la misura può diventare un efficace aiuto ai cittadini in difficoltà ed il primo passo verso una ‘riscossione amica’ dei contribuenti». Tra gli esponenti della maggioranza, sia prima che dopo la nascita del governo, si è parlato di cifre molto più alte di quelle odierne. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera a fine maggio il senatore Armando Siri, giornalista, consigliere economico della Lega, principale autore della proposta della ‘flat tax’ con due aliquote al 15 e 20%, sulla pace fiscale dichiarava: «Ci aspettiamo 35 miliardi». Tutto confermato dallo stesso Siri pochi giorni dopo il giuramento di nuovo presidente del Consiglio e ministri.

(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / ALESSANDRO DI MEO)