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L’attacco online a Mattarella, gli account Twitter sono ancora attivi (da maggio)

Emergono nuovi particolari sull’attacco a Sergio Mattarella sferrato online la notte tra il 27 e 28 maggio scorso, poche ore dopo il rifiuto del presidente della Repubblica alla nomina di Paolo Savona come ministro dell’Economia. Alcuni profili Twitter utilizzati, su cui sta indagando la Procura di Roma, risultano ancora attivi. Ne parla oggi il Corriere della Sera in un articolo a firma di Fiorenza Sarzanini:

L’analisi del traffico e dei contenuti effettuata in queste ore dagli specialisti della polizia Postale e dell’intelligence dimostra che questi account continuano a «monitorare» quanto accade nel dibattito politico e spesso utilizzano lo stesso hashtag #mattarelladimettiti come strumento di pressione.

L’attacco online a Mattarella: in pochi minuti creati 400 profili Twitter

Dall’indagine è emerso che tra il 27 e il 28 maggio in pochi minuti sono stati creati 400 profili Twitter da cui sono partiti gli attacchi al Quirinale dopo il no a Savona. Oggi il caso verrà esposto al Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, dal direttore del Dis Alessandro Pansa. Al Parlamento il capo dell’intelligence consegnerà un dossier che ricostruisce la vicenda, evidenziando come quella pioggia di messaggi via Twitter non abbia nulla a che fare con i troll russi che avrebbero tentato di condizionare la campagna elettorale negli Stati Uniti del 2016 vinta da Donald Trump.

L’obiettivo: rilanciare le dichiarazioni di Di Maio

La prima traccia utile trovata dagli specialisti, fa sapere il Corriere, avvalora l’ipotesi che a generare l’operazione sia stato un account creato sullo «snodo dati» di Milano. L’obiettivo dell’attacco era quello di rilanciare le dichiarazioni pronunciate dal capo politico del M5S Luigi Di Maio, che in quelle ore accusava Mattarella di altro tradimento e ne chiedeva l’impeachment, la messa in stato d’accusa.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / FABIO FRUSTACI)