Tutte le bufale condivise da Marcello Foa, che il governo vuole come presidente Rai

di Redazione | 01/08/2018

foa

In corsa per la presidenza della Rai c’è un giornalista e scrittore, Marcello Foa, che sui social network ha condiviso e quindi rilanciato diverse bufale, fake news, notizie fasulle. È quanto emerge dal lavoro di ricerca svolto in questi giorni da alcuni dei più noti debunker del web italiano, come il sito Butac, Bufale un tanto al chilo, e il blogger David Puente. Ne ha parlato in un lungo articolo a firma di Lorenzo Borga il quotidiano Il Foglio, elencando tutte le informazioni inesatte o completamente false spuntate sulle bacheche dell’uomo che punta (con il sostegno del governo M5S-Lega) a guidare l’azienda televisiva di Stato.

Le bufale rilanciate da Marcello Foa sul suo blog e sui social

Uno degli esempi di fake news è un post di Foa pubblicato sul suo blog sul sito del Giornale in cui viene citato come fonte Paul Craig Robert, uno dei sostenitori della tesi secondo cui l’attentato alle Torri Gemelle e l’attacco alla redazione di Charlie Hebdo siano stati messi in scena dai governi. «Attenzione: stanno tentando di rovesciare Trump!», è il titolo. Sempre dal suo blog sul sito del Giornale, poi, Foa ha anche parlato di un fantomatico ordine da parte di Trump al Pentagono di richiamare 150mila riservisti dell’esercito, un segnale di quanto fosse a rischio la pace nel mondo, notizia falsa prodotta da Mike Cernovich, teorico dei complotti, americano, vicino alla destra estrema. Ma la più grande bufala rilanciata da Foa è probabilmente uno scoop falso sulla censura da parte della polizia tedesca sugli attentati dell’Isis. Si parlò di un documento segreto della polizia, che era un falso creato ad arte, e dell’ordine di evitare allarmismo e di nascondere le prove di matrici terroristiche islamiche all’origine di possibili attentati del Paese. La notizia fu anche riportata dal Corriere del Ticino, di cui Foa è stato amministratore delegato. Il giornalista fece sparire il post dal suo blog mentre il direttore responsabile del Corriere del Ticino Fabio Pontiggia, chiese scusa per la notizia.

 

 

Ma spuntano fake news anche nelle condivisioni su Twitter, social network che Foa utilizza regolarmente. Il probabile presidente Rai ha rilanciato la notizia secondo cui Hillary Clinton, ai tempi in cui era candidata alla Casa Bianca, avrebbe partecipato a cene sataniche, un articolo firmato da Maurizio Blondet, altro sostenitore della tesi dell’autoaggressione Usa l’11 settembre 2001. Online si trova poi il video in cui Foa spiega che iniettare 12 vaccini in un tempo ristretto nel corpo di un bimbo provochi uno shock molto forte. Si tratta di un’intervista in cui il giornalista sembra far intendere che studi scientifici sui vaccini siano frutto di corruzione da parte delle aziende farmaceutiche. Non mancano le singolari informazioni sulla politica interna. Nel 2017 Foa sul suo blog ha scritto che il Pd stava sostenendo una legge per lo ius soli per compiacere allo speculatore e filantropo George Soros nonostante il giudizio negativo sul provvedimento dei cittadini italiani. Il Figlio sottolinea anche come Foa sia un retwittatore seriale di messaggi pubblicati da Francesca Totolo, che è stata autrice della recente bufala dello smalto sulle dita di Josefa, la donna salvata nel Mediterraneo dalla ong Open Arms.

Altra fake news sulla guerra in Siria. Foa ha accusato i media di non aver messo in evidenza la notizia per cui non ci sarebbero prove dell’attacco chimico a Douma del 7 aprile scorso per mano del presidente dittatore Bashar al Assad. Infine la cronaca. Il giornalista il 25 aprile ha retwittato un’informazione falsa sull’omicidio di Pamela Mastropietro, la giovane romana uccisa a Macerata lo scorso 30 gennaio, secondo cui la ragazza sarebbe stata mangiata per cannibalismo e per un rito voodoo. Due giorni dopo la smentita ufficiale.

(Foto di copertina: un tweet e un fermo immagine del video di Marcello Foa pubblicato sul suo profilo Facebook il 28 luglio 2018)