Chiesta archiviazione per Fausto Brizzi, era accusato di violenza sessuale

di Enzo Boldi | 31/07/2018

Archiviazione Fausto Brizzi

La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione per Fausto Brizzi, il famoso regista romano accusato di violenza sessuale su tre donne. Per il pm Maria Monteleone, il fatto non sussiste e, così, cadono tutte le accuse a carico del 49enne, iscritto nel registro degli indagati nello scorso mese di aprile.

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Fausto Brizzi può ora tirare un sospiro di sollievo dopo la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Roma sul caso delle presunte violenze sessuali. Il regista romano era stato accusato da tre donne per episodi che sarebbero avvenuti nel 2014, 2015 e 2017. Gli inquirenti hanno svolto accertamenti anche su altri due casi, risalenti ad alcuni anni fa, anche se le denunce erano arrivati oltre i termini di legge.

Archiviazione Fausto Brizzi, non ci fu alcuna violenza sessuale

Secondo le accuse delle tre giovani che avevano presentato una denuncia per violenza sessuale, il regista le avrebbe prima invitate nel suo loft per fare un provino e, poi, le avrebbe poi obbligate a subire atti sessuali. Brizzi aveva chiarito la sua versione dei fatti nello scorso mese di aprile davanti al pubblico ministero dichiarando di «non aver mai avuto nella sua vita rapporti che non fossero consenzienti». In base a quanto accertato dai magistrati, non sarebbero stati riscontrati profili di natura penale per poter procedere nei confronti del regista.

Archiviazione Fausto Brizzi, dalle accuse de Le Iene alla riabilitazione giuridica

Alcune ragazze, avevano raccontato di questi – a questo punto presunti – incontri con Fausto Brizzi alla trasmissione Le Iene che aveva avviato una vera e propria campagna contro la violenza sessuale sulle donne nel mondo del cinema, cavalcando l’onda dello scandalo americano che aveva visto coinvolto il potentissimo produttore americano Harvey Weinstein. Dopo le accuse pubbliche, Brizzi venne tagliato fuori dalla Warner nella promozione del suo ultimo film di Natale «Poveri ma ricchissimi», interrompendo così, di fatto, qualsiasi collaborazione futura con il regista romano. Ora, alla luce dell’archiviazione del caso, Brizzi può sentirsi pienamente riabilitato.