Conte rassicura: «Il Tap è un’opera strategica». La ministra Lezzi: «No, non serve»

di Redazione | 31/07/2018

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È un vero e proprio valzer di posizioni contrastanti quello di cui è protagonista in questi giorni il governo M5S-Lega sul gasdotto Trans-Adriatico in costruzione, che permetterà l’afflusso di gas naturale dall’area del Mar Caspio in Italia e in Europa. Mentre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte rassicura gli Usa sulla continuazione dei lavori, la ministra per il Sud Barbara Lezzi fa sapere di considerare l’opera del tutto inutile. «Siamo perfettamente consapevoli che il Tap è un’opera strategica», ha detto ieri il premier italiano al presidente americano Donald Trump.

Tap, Conte: «È un’opera strategica»

L’uomo più potente del mondo è consapevole dell’importanza del Tap, che è un’arma geopolitica di estrema rilevanza, visto che consentirà di essere meno dipendenti dalle forniture della Russia. «Vorrei vedere completato il gasdotto», ha detto l’inquilino della Casa Bianca nel corso dell’incontro di ieri a Washington con il premier Conte. E il capo del governo italiano gli ha dato garanzie, aggiungendo che andrà di persona a raccogliere la rabbia della comunità pugliese che protesta contro la realizzazione dei lavori.

Tap, Lezzi: «È un’opera che non serve»

Non tutti però, nella squadra di governo, sono allineati. Il Tap «non è un genere di investimento che serve né al Salento né alla Puglia né all’intera Italia», ha detto ieri in conferenza stampa a Matera la ministra Lezzi. Rispondendo alle domande dei giornalisti l’esponente M5S ha anche aggiunto che «si parla di questioni che stanno alla politica energetica del nostro Paese, a quella ambientale e a quella economica: su tutto ciò il Tap non avrà dei significativi vantaggi per il popolo italiano». L’esatto contrario di quello che dice Conte.

(Foto di copertina da archivio Ansa)