Per il Giornale, l’aggressione a Daisy Osakue è stata una «frittata»

di Gianmichele Laino | 31/07/2018

Daisy Osakue andrà a Berlino

Il riferimento è a quell’uovo che le è stato lanciato da una automobile in corsa, provocandole una abrasione all’occhio sinistro. Per la stampa di destra, in modo particolare per Il Giornale che ci fa il titolo principale di oggi, l’attacco a Daisy Osakue è una «frittata». Un gioco di parole per descrivere quello che un gioco non è. Dalle pagine dei quotidiani che hanno un certo orientamento, arrivano parole di solidarietà per la lanciatrice del disco azzurra, ma tutti si affrettano a minimizzare sul razzismo, sostenendo che l’episodio non abbia nulla a che fare con una psicosi xenofobia.

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Daisy Osakue frittata ma non solo, ecco come ne parla la stampa di destra

Il Tempo, ad esempio, parla apertamente di bufale nella descrizione dell’aggressione subita dalla 22enne italiana a Moncalieri. E sottolinea come Daisy Osakue sia iscritta ai Giovani Democratici, ovvero alla sezione giovanile del Partito Democratico. Questo elemento diventa immediatamente la giustificazione degli attacchi politici a Matteo Salvini da parte degli esponenti del principale partito di minoranza. E Il Tempo arriva a minimizzare l’accaduto, sottolineando come l’aggressione subita dall’atleta sia stata semplicemente una bravata e non un gesto razzista.

Daisy Osakue frittata e bravata, ma scompare la parola razzismo

Libero si affretta a sottolineare come non ci sia xenofobia, ma che il lancio di uova sia stato semplicemente i gesto di «un gruppo di pirla», mentre la Verità diretta da Maurizio Belpietro parla apertamente di «porcata», ma non di gesto razzista. Insomma, c’è tutto un fuggi fuggi per difendere i toni utilizzati da Matteo Salvini e per scaricere le responsabilità di quanto accaduto sulla «sinistra» che, stando ai gionali appena citati, getterebbe benzina sul fuoco, approfittando di questi episodi per una propaganza anti-razzista più pericolosa del razzismo stesso.

Siamo completamente al rovesciamento della realtà.

FOTO: ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO