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Silvio, Renzi e… Luca Zaia: chi sono gli oppositori al decreto dignità

In una intervista al Sole 24 Ore di oggi Matteo Renzi definisce il decreto dignità il decreto disoccupazione, prevede che in autunno finirà la luna di miele del governo Conte con l’elettorato, e che la manovra di bilancio svelerà le divisioni tra M5S e Lega. Anche Silvio Berlusconi ha attaccato il decreto che penalizzerebbe il Nord e ha chiesto a Salvini di intervenire. E poi c’è Luca Zaia, non un leghista qualsiasi ma il leghista per eccellenza. Un tempo papabile in corsa alla poltrona di Palazzo Chigi. Uno posato, per dire. Zaia si oppone al decreto dignità. Lo fa in modo chiaro, netto, in una intervista oggi su il Messaggero.

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Il decreto Dignità – per Zaia – così come «è uscito dal Consiglio dei ministri deve essere modificato». Per il governatore del Veneto  il decreto se «viene approvato così come è stato presentato rischia di avere un impatto pesante» e «tifo anch’io perché abbia le giuste correzioni in Parlamento. Debbo riconoscere che i nostri parlamentari della Lega su questo fronte stanno lavorando». Introduce anche un altro tema: «molti imprenditori mi dicono che se si chiarisse una volta per tutte cos’è la giusta causa per il licenziamento, contratti a tempo determinato probabilmente non servirebbero più». Il Movimento Cinque Stelle accetterà di modificare il provvedimento? «Il decreto Dignità – spiega Zaia – è stato voluto da un vicepremier che ha il Lavoro e lo Sviluppo economico, due dicasteri importantissimi per le imprese. I Cinque stelle sono i materiali artefici di questa partita. La palla adesso passa a loro».

 

(in copertina ANSA/ANGELO CARCONI)