Bufala Boldrini
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Il deputato leghista diffonde una bufala sulla Boldrini: «Vuole il corano nelle scuole»

La polemica delle ultime 24 è sulla proposta di legge della Lega di introdurre obbligatoriamente il crocifisso nei luoghi pubblici? Nessun problema: il Carroccio cerca di depistare le critiche attraverso il solito fumo negli occhi via social network. Il deputato leghista Alessandro Pagano ha infatti diffuso sui suoi canali social una vecchia bufala sul conto di Laura Boldrini. Secondo il parlamentare, infatti, l’ex presidente della Camera vorrebbe introdurre il Corano nelle scuole.

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Bufala Boldrini diffusa dal deputato della Lega Alessandro Pagano

«Boldrini non vuole i crocifissi a scuola – dice il deputato Pagano -. Non c’è da stupirsi, lei avrebbe preferito la distribuzione del Corano. La stessa Boldrini fa poi le pulci all’attuale governo, insediato da nemmeno due mesi, sugli interventi per l’edilizia scolastica. Se la prendesse col Pd, con i cui voti per cinque anni è stata seduta sulla poltrona più alta di Montecitorio». Il tutto corredato da un’immagine di Laura Boldrini con il velo, scattata in occasione della visita alla moschea di Roma.

Ovviamente, il contenuto del post è falso, dal momento che in nessuna dichiarazione c’è traccia della volontà di Laura Boldrini di introdurre il Corano nelle scuole. Non si è fatta attendere la risposta della deputata di Liberi e Uguali. «Questa bufala – interviene Boldrini su Facebook – non l’ha scritta un troll qualunque ma un deputato della repubblica, il leghista siciliano Alessandro Pagano sul suo account Twitter. Potete verificare voi stessi cosa ho detto intervenendo a proposito del dibattito sul crocifisso obbligatorio nelle scuole».

Bufala Boldrini, la risposta della deputata di LeU

L’ex presidente della Camera ha poi ricordato come in passato l’esponente della Lega Gian Marco Centinaio, ora ministro dell’Agricoltura, si fece megafono a proposito di una bufala sulla famiglia di Laura Boldrini. «Vorrei rivolgere a voi due domande – ha continuato la deputata di LeU -: i parlamentari leghisti, pagati dalla collettività, non dovrebbero impiegare il loro tempo a risolvere i problemi dei cittadini anziché diffondere fake news in rete? E secondo voi non è grave che continuino a inquinare il dibattito pubblico spacciando menzogne?».