Francesca Totolo
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La bufala sullo smalto di Josefa, quando di waterproof c’è solo l’idiozia del web

Non ci si ferma davanti a nulla, neanche di fronte all’evidenza. Negli ultimi giorni, in giro per i social network, è stata diffusa una foto che mostrava Josefa, la sopravvissuta al naufragio della scorsa settimana a largo delle coste libiche, con le unghie smaltate di rosso. Si tratta, ovviamente, di una fake news – come riportato anche da Butac, il portale che si occupa di smascherare le «bufale» nella rete, che, come spesso accade in questi casi, è stata presa per buona dal popolo della rete che ha accompagnato la notizia con gli, ormai, soliti commenti da «uomini (e donne) della strada».

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«Josefa con le unghie perfette laccate di rosso dopo 48 ore in mare. Gli scatti sono stati forniti da Open Arms subito dopo il recupero. Cosa fanno sulla barca? Mettono lo smalto alle migranti appena salite a bordo dopo il naufragio? Le condizioni psico-fisiche di Josefa dichiarate da Open Arms collidono con 48 ore in mare aggrappata al relitto che come minimo è in situazione di ipotermia. Francamente esagerano e ci prendono per scemi», è il testo del commento a cornice di questa notizia (fake) di uno degli utenti di Facebook sullo smalto di Josefa. Il tutto con una foto, falsa, che mostrava la donna con unghie smaltate rosso fuoco. La realtà, è che la donna si è presentata in Spagna con delle mani più curate, ma il rosso acceso dello smalto è stato artatamente inserito da chi ha voluto diffondere questa bufala.

Smalto di Josefa, la bufala che va oltre l’evidenza

Bufala, l’ennesima. Infatti sarebbe bastato visitare uno dei tanti quotidiani online, giornali o siti di informazione per trovare le foto del tragico – e miracoloso – recupero di Josefa per vedere le condizioni in cui versava la donna, rimasta aggrappata a un pezzo del barcone distrutto per 48 ore, lottando tra la vita e la morte. Le sue mani, perché ora per i complottisti da tastiera sono la cosa più importante da analizzare, portavano tutti i segni del degrado da immersione continua.

Smalto di Josefa, le unghie curate per regalare un momento di «normalità»

Ma non ci si ferma neppure davanti all’evidenza. C’è chi si è scandalizzato perché sulla nave Proactiva di Open Arms il primo pensiero è stato quello di curare le unghie di Josefa. Perché sì, magari all’arrivo al porto di Palma di Maiorca la donna aveva unghie più curate, ma se solo un po’ di smalto sulle sue dita ha potuto restituire un minimo di contatto con il mondo dopo una tragedia che va ben oltre le 48 ore trascorse in mare, è giusto che l’equipaggio le abbia fatto questo regalo.