La storia di Alexandra, che si finse vittima del Bataclan e ora sotto processo a Parigi

di Redazione | 22/07/2018

Bataclan

Il 13 novembre 2015 Parigi e alcuni suoi luoghi simbolo, come il Bataclan e lo Stade de France, vennero colpiti da una serie di attentati terroristici.

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Le vittime furono 130 e i feriti oltre 350. A distanza di anni si è scoperto che qualcuno ha tentato di farsi passare come tale, nella speranza di ottenere visibilità lucrando su uno dei capitoli più bui della Francia.

L’ultimo in ordine di cronaca riguarda Alexandra, finita sotto processo nella capitale francese per avere lucrato su questa vicenda, raccontata da Repubblica:

Si è fatta tatuare il motto di Parigi Fluctuat nec mergitur, oscilla ma non affonda, diventato il grido di resilienza dopo gli attentati di Parigi. Alexandra D. aveva posato per l’Afp al momento del terzo anniversario degli attentati del 13 novembre 2015, indossando una corona di fiori e mostrando quel marchio indelebile sul braccio “per non dimenticare mai l’orrore di quella notte”. La donna di 32 anni era stata intervistata da molti giornalisti, invitata dalle autorità alle commemorazioni. Ogni volta raccontava di com’era stata sfiorata da una pallottola di kalashnikov mentre era fuori dal cafè Crillon.

Queste false ricostruzioni le hanno anche aperto le porte dell’associazione Life for Paris, tuttavia le stesse vittime hanno cominciato a capire  come i suoi ricordi fossero decisamente controversi. Dal dubbio si è passati alla certezza che Alexandra non era una vittima del Bataclan ma una vera e propria truffatrice:

Oggi Alexandra è a processo per truffa aggravata e falsa testimonianza. Sono stati alcuni sopravvissuti degli attentati a insospettirsi, riscontrando incongruenze nei suoi ricordi. Dopo i primi sospetti sono cominciate le ricerche. E’ spuntato un video della Cnn, girato nelle ore successive agli attacchi, nel quale Alexandra confida di non aver mai raggiunto i suoi amici al bar Carillon e di essersi così miracolosamente salvata. Alla fine è stata proprio l’associazione Life for Paris a sporgere denuncia contro la vittima.

In passato, altra gente che ha tentato “fortuna” con questa truffa è stata condannata dai due ai quattro anni di carcere.

(Foto credits: Ansa)

 

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