Inps, caso donna morta a Brescia
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Si rivolge all’Inps e le rispondono: «Ma lei non era morta?»

Se volete avere informazioni sul vostro stato di salute, non chiedete all’Inps. La risposta potrebbe non piacervi, come accaduto a Pierina Solfrini, 61enne di Brescia che si era rivolta all’Istituto nazionale per la previdenza sociale per chiedere il reddito di inclusione (Rei). La risposta ricevuta dagli uffici Inps ha lasciato la donna agghiacciata: «Non so come dirglielo, ma a noi lei risulta morta».

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Un errore – evidentemente – da ricercare all’interno del database dell’Inps che, per una svista o per un caso di omonimia, aveva registrato il decesso della signora Solfrini in data 23 novembre 2011. La scoperta è arrivata nel corso della procedura avviata dalla donna per richiedere il reddito di inclusione. Prima l’iter per l’apertura della pratica, poi il rimbalzo tra il patronato e all’assistenza sociale fino ad arrivare alla «tragica verità» che non consentiva alla donna di poter ottenere il Rei che le spettava di diritto.

Inps e il registro dei decessi italiani

«La pratica è stata interrotta perché secondo i registri dell’Inps lei risulta deceduta il 23 novembre del 2011» le è stato comunicato con sconcerto. Ovviamente c’era qualcosa che non quadrava. La donna, lavoratrice per 30 anni ma al momento disoccupata per assistere il figlio disabile, si è dovuta rivolgere direttamente all’Inps per tentare di sbloccare la situazione. «Per fortuna non lavoravo più dal 2011 – ha commentato Pierina Solfrini -. Pensate cosa sarebbe successo se avessi versato i contributi a nome di una defunta! Però siamo in Italia, e così è la vita».

Inps, il caso di Brescia è solo l’ultimo di una lunga serie

Mentre all’interno degli uffici Inps si cerca di capire cosa sia realmente successo – con quello di Brescia che è solo l’ultimo di una lunga serie di casi di «morti viventi» all’interno dei loro registri – una notizia positiva per la donna e per suo figlio è arrivata: la procedura per il Rei è stata sbloccata e ora è in lista per ricevere il beneficio statale che le spetta di diritto.

 

(foto di copertina: ANSA / CIRO FUSCO)

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