Giorgia Meloni e il reato di tortura da abolire così la polizia può fare il suo lavoro

«Difendiamo chi ci difende: abbiamo presentato due proposte di legge per aumentare le pene a chi aggredisce un pubblico ufficiale e per abolire il reato di tortura che impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro. Siamo sempre dalla parte delle forze dell’ordine!». Questo il tweet di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

Il tweet della Meloni sta facendo discutere. Le proposte che ha presentato oggi alla Camera prevedono la cancellazione della legge che, nella scorsa legislatura, ha introdotto il reato di tortura e l’aumento delle pene per i reati di minaccia o resistenza a pubblico ufficiale. «Noi diamo la nostra disponibilità a dare una mano al governo – ha detto Meloni – sulle questioni per cui siamo stati votati, purtroppo registriamo una chiusura su alcune nostre proposte, come la discussione nella commissione d’inchiesta sui diritti umani del genocidio dei cristiani nel mondo, o ancora l’inserimento delle nuove mafie, come quelle nigeriane e cinesi, nell’oggetto di studio della commissione Antimafia. Sono chiusure inspiegabili».

Secondo la presidente di FdI le forze dell’ordine devono poter svolgere «con sicurezza e dignità il proprio lavoro». Poi ha precisato: «Tutti siamo contrari alla tortura, ma bisogna capire cos’è la tortura. Se dai 12 anni a un agente per ‘minacce psicologiche’, io non sono d’accordo». A spiegare nel merito il contenuto delle proposte è intervenuto il deputato Edmondo Cirielli: «Siamo di fronte a un’emergenza. Negli ultimi anni le aggressioni ai danni delle forze dell’ordine sono aumentate in modo impressionante. Noi vogliamo portare da un minimo di sei a un massimo di dieci anni le pene per questo tipo di reato, che ora vanno da sei mesi a quattro anni». L’idea di Fratelli d’Italia è trasformare il reato in una serie di circostanze aggravanti.

(foto copertina ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

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