Cassazione: «Sequestrare i conti della Lega Nord, ovunque siano»

di Redazione | 03/07/2018

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«Ovunque venga rinvenuta» qualsiasi somma di denaro riferibile alla Lega Nord – su conti bancari, libretti, depositi – deve essere sequestrata fino a raggiungere 49 milioni di euro, provento della truffa allo Stato per la quale è stato condannato in primo grado l’ex leader leghista Umberto Bossi.
Queste le motivazioni della sentenza della Cassazione che accolgono il ricorso del pm di Genova contro Matteo Salvini contrario ai sequestri a tappeto sul partito del Carroccio. Il Riesame ora deve seguire le indicazioni degli ermellini. Finora sono stati bloccati un milione e mezzo di euro.

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LA CASSAZIONE E LA SENTENZA CHE IMBRIGLIA LA LEGA NORD

Secondo i supremi giudici, la Guardia di Finanza può procedere al blocco dei conti della Lega in forza del decreto di sequestro, emesso lo scorso 4 settembre dal pm di Genova, senza necessità di un nuovo provvedimento per eventuali somme trovate su conti in momenti successivi al decreto. Invece, secondo Giovanni Ponti, legale della Lega, le uniche somme sequestrabili sono quelle trovate sui conti «al momento dell’esecuzione del sequestro con conseguente inammissibilità delle richieste del pm di procedere anche al sequestro delle somme ‘depositande’». Secondo la difesa del Carroccio, il pm potrebbe chiedere la confisca «anche delle somme future» solo in caso processo di appello. Tesi quest’ultima sfatata però dalla Cassazione. Questo perché la somma potrebbe non esser disponibile «per una impossibilità transitoria o reversibile», e il pm, inoltre, non deve dare conto di tutte le attività di indagine svolte «altrimenti la funzione cautelare del sequestro potrebbe essere facilmente elusa durante il tempo occorrente per il loro compimento».

(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / LUCA ZENNARO)