Salvini esulta per Rita Pavone contro i Pearl Jam: «Onore a lei, non si inchina al pensiero unico»

di Redazione | 29/06/2018

rita pavone

Rita Pavone è diventata uno strumento di propaganda sui migranti per il leader della Lega Matteo Salvini. Ieri la cantante è finita al centro delle polemiche per aver espresso sui social network una critica al gruppo americano Pearl Jam, che nel corso di un concerto a Roma ha appoggiato la campagna sull’apertura dei porti italiani (iniziativa per favorire l’approdo delle navi delle ong che salvano migranti nel Mediterraneo ma restano a largo delle coste per l’opposizione del governo). «Della serie: ma farsi gli affari loro, no?», è stato il commento dell’artista italiana che ha fatto in poche ore il giro della rete. Il vicepremier e ministro dell’Interno non si è lasciato sfuggire l’occasione per rilanciare il messaggio. «Onore a Rita Pavone, che non si inchina al pensiero unico!», ha twittato. Era stato proprio Salvini nelle scorse settimane, pochi giorni dopo il suo insediamento al Viminale, ad annunciare la chiusura dei porti  per impedire alle navi delle ong di sbarcare con il loro carico di migranti.

 

 

Rita Pavone contro i Pearl Jam sull’apertura dei porti, Salvini esulta per la posizione della cantante

Rita Pavone ha replicato duramente alle accuse nei suoi confronti. «Il mio ‘Ma farsi gli affari loro, no?’ – ha scritto su Twitter – era inteso come ‘Con tutte le rogne che hanno a casa loro negli Usa, vengono a fare le pulci a noi?’». E ancora: «Puoi essere il più grande artista del mondo, ma ciò non toglie che sei un ospite e come tale dovresti comportarti. Amen».

 

 

La cantante ha attaccato anche i giornali che hanno rilanciato la sua posizione: «Scusate … Ma dove sta la Pavone scatenata di cui parlate nel titolo? Solo nella vostra mente. Giusto per fare un titolo acchiappante. Io ho solo fatto delle riflessioni semplici di cui ribadisco il concetto: noi abbiamo le nostre rogne, ma anche gli altri hanno le loro». E ancora: «Se un quotidiano illustre e antico come il Corriere dice menzogne, non ci sarà più nulla in cui credere. Utilizzare titoli falsi per acchiappare il lettore, mai parlato io di migranti, è come voler pescare nel torbido anche nell’acqua più chiara e trasparente che c’è».

 

 

(Foto di copertina da archivio Ansa)