Arrestati tre carabinieri per false accuse di terrorismo a un migrante

di Redazione | 27/06/2018

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Pensavano di ricevere un encomio per la loro dedizione all’Arma, invece hanno ottenuto l’immedata espulsione e l’arresto. Tre carabinieri di Giuliano, in Campania, hanno inventato false accuse di terrorismo nei confronti di un migrante per ottenere un riconoscimento interno, ma sono stati scoperti e per loro sono scattate le misure cautelari. In modo particolare, si tratterebbe di due sottufficiali e di un appuntato. Secondo l’aggiunto Francesco Airoma, «le articolate attività di indagine hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei destinatari della misura cautelare, perché nell’ambito di attività di servizio istituzionale, procedevano a porre in arresto un cittadino extracomunitario, accusato falsamente di detenere armi clandestine per finalità di terrorismo internazionale».

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False accuse migrante, di cosa sono accusati i tre carabinieri arrestati

L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli nord. Il migrante vittima della trovata dei tre carabinieri era stato accusato di detenzione irregolare di armi da fuoco ed era stato ipotizzato, da parte dei tre militari, il collegamento con l’attività di una presunta cellula terroristica.

Giuliano, le indagini della guardia di finanza sulle false accuse migrante

Dopo la sospensione dall’Arma, i carabinieri sono stati arrestati con le accuse di falso ideologico, calunnia, detenzione e porto illegale di armi clandestine (tra le accuse anche una presunta ricettazione di una pistola). Tutto è partito da una indagine della guardia di finanza di Aversa, coordinata dal procuratore di Napoli nord, Francesco Greco, in collaborazione con l’aggiunto Domenico Airoma. I militari, che sono stati incastrati da una serie di prove e di testimonianze nei loro confronti, in questo momento sono sotto custodia nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

(FOTO generica da ARCHIVIO/ANSA)