Il pubblico boicotta «Un Posto al Sole» perché ha mandato in onda una puntata pro-migranti

di Gianmichele Laino | 27/06/2018

Un posto al sole migranti

La soap opera più longeva della televisione italiana, quella che tiene incollati allo schermo milioni di spettatori nel pre-serale di Raitre, diventa un caso politico. Scoppia sul web la protesta per una puntata di Un Posto Al Sole dedicata ai migranti e andata in onda a cavallo della Giornata Mondiale del rifugiato dello scorso 20 giugno. Gli spettatori l’hanno definita «propaganda gratuita al Pd» e hanno lanciato una vera e propria crociata contro la serie tv sui social network.

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Un posto al sole migranti, cosa è successo

Nella puntata in questione, uno dei protagonisti di Un Posto al Sole ha affermato – in un finto programma radiofonico – «Oltre 65 milioni di persone sono state costrette a lasciare casa, famiglia, la loro vita. Tra questi 11 milioni di rifugiati sono bambini esposti al rischio di violenze di qualsiasi tipo. Immaginate che ogni minuto, cinque famiglie del vostro palazzo siano costrette a lasciare la propria casa, la propria via, il proprio quartiere per una guerra o una persecuzione. Date un volto a questi numeri».

Sul web si è scatenata una battaglia contro la serie tv. Evidentemente, il pubblico della soap opera sembra essere in linea con le idee del nuovo governo M5S-Lega, d’accordo con la politica dell’esecutivo sui migranti e sull’accoglienza. In tanti hanno lasciato in rete commenti come questo: «Vi seguo da anni, registravo le vostre puntate: ma ora non vi si può più guardare. Sembrate la campagna elettorale del PD». Insomma, si è cercato di attualizzare il pù possibile la puntata di Un Posto al Sole, per farne strumento di propaganda: questa l’accusa assurda di tantissimi utenti in rete, fan della trasmissione e followers dei suoi account social.

Un posto al sole migranti, le proteste sui social network

Un posto al sole migranti

Le continue proteste hanno addirittura costretto la produzione a intervenire, come ha riportato sul quotidiano La Stampa: «Noi scriviamo le storie con mesi di anticipo – ha affermato Paolo Terracciano, capo degli sceneggiatori della soap opera -. Questa puntata è stata pensata per andare in onda durante la Giornata internazionale del rifugiato. Rispetto a quello che sta succedendo nelle ultime settimane in Italia è ovviamente una coincidenza. Sono storie pensate a febbraio. Noi non scendiamo mai in campo per essere divisivi, al contrario. Qualsiasi tematica trattiamo lo facciamo sempre con equilibrio, cercando di offrire a casa degli spunti di riflessione».