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Disfatta dem: Calenda, appena entrato nel Pd, vuole già superarlo

C’è aria di resa dei conti in casa Pd. Carlo Calenda – ex ministro dello Sviluppo Economico – si è tesserato con i dem all’indomani della sconfitta elettorale del 4 marzo. Il partito aspettava questa tornata delle amministrative per riprendersi dalla batosta elettorale, ma la sconfitta nei ballottaggi in alcune città significative come Pisa, Massa, Siena e Imola non ha fatto altro che riaprire la ferita di una stagione politica che sembra già al tramonto.

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Disfatta PD, Carlo Calenda pensa sia necessario un suo superamento

Così Carlo Calenda, appena tesserato nel PD, non vede l’ora di superarlo. Oggi, commentando i deludenti risultati delle elezioni amministrative, ha affermato: «Navigazione a vista sta portando il centro sinistra all’irrilevanza proprio quando l’Italia ne avrebbe più bisogno. Ripensare tutto: linguaggio, idee, persone, organizzazione. Allargare e coinvolgere su un nuovo manifesto. Andare oltre il Pd. Subito! #fronterepubblicano». È stato questo il tweet con cui l’ex ministro dello Sviluppo Economico ha lanciato la sua picconata al partito.

Disfatta PD, Maurizio Martina frena sulla novità

Gli fa eco, però, un Maurizio Martina affatto d’accordo con la sua interpretazione. Il segretario reggente del Partito Democratico, infatti, è intervenuto nel corso della trasmissione Circo Massimo condotta da Massimo Giannini. «Sono d’accordo – ha affermato – sul ripensamento complessivo, abbiamo tanto da cambiare nei linguaggi e nelle idee ma non sono d’accordo sul superamento del Pd. Credo nella ricostruzione di un campo progressista, democratico di centrosinistra con un Partito democratico rinnovato al centro».

Insomma, si continua a dire che il Partito Democratico deve cambiare strada, ma non si capisce ancora quale sia la svolta che deve intraprendere. Le divisioni, dunque, aumentano: l’ombra di Matteo Renzi è ancora lunghissima (a proposito, un sondaggio avrebbe stoppato l’intenzione dell’ex presidente del Consiglio di fondare un nuovo partito, dato al 4%) e nel Partito Democratico c’è tanta confusione. Le sconfitte non aiutano e aumentano le divisioni. Che sia giunto davvero il momento del capolinea?

(FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)