Fondo Elliott
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Il Milan è quasi del fondo Elliott: Li non aumenta il capitale

La storia sembrava già scritta dall’inizio. Il Milan è a un passo da un cambiamento di proprietà, ancora, dopo una serie di stagioni turbolente. Il presidente attuale Li Yonghong non ha versato la cifra di 32 milioni di euro come aumento di capitale, passando la palla ancora una volta al Fondo Elliott. Il gruppo aveva già finanziato l’acquisto della società da parte dell’imprenditore cinese per 303 milioni di euro.

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Fondo Elliott sarà a breve il nuovo proprietario del Milan?

Li Yonghong, adesso, ha dieci giorni di tempo circa per restituire questi 32 milioni di euro al fondo Elliott, altrimenti perderà la società, con un finale che tutti, in Italia e all’estero, si aspettavano. Insomma, tra pochi giorni potrebbe avviarsi l’iter per l’escussione del pegno da parte del fondo, davanti al tribunale del Lussemburgo, dove ha sede Rossoneri Sport Investment Lux, società veicolo con cui il cinese ha rilevato il Milan.

A questo punto, gli scenari che si aprono sono tutti da scrivere. In dieci giorni il direttore sportivo Marco Fassone, insieme agli altri soci della proprietà attuale del Milan, dovrebbero trovare dei nuovi investitori per scongiurare il passaggio dei rossoneri al fondo Elliott. Da questo punto di vista, si stanno facendo nomi di società importanti, ma nulla sembra essere confermato.

Fondo Elliott Milan, gli scenari

Anche perché ci sarebbe una forte disparità tra l’idea di partenza di Li Yonghong (che vorrebbe cedere solo una quota di minoranza a questa nuova società e poi sfilarsi soltanto in un secondo tempo e progressivamente dalla proprietà del Milan) e la voglia di investire di queste nuove società (che invece vorrebbero avere subito il peso maggiore del pacchetto azionario).

Ma il tempo scorre e le possibilità di trovare un accordo si assottigliano. Se il Fondo Elliott dovesse mettere le mani sul Milan, allora, il futuro dei rossoneri potrebbe essere ancora più incerto: si scatenerebbe una vera e propria asta tra gli investitori americani e nessuno dei progetti iniziali sui quali si è basata la società di Li Yonghong starebbe più in piedi.