La solitudine di Virginia Raggi «tradita un’altra volta» dal M5S per l’imposizione di Lanzalone

di Gianmichele Laino | 14/06/2018

Virginia Raggi sola

Virginia Raggi sola, nelle stanze del Campidoglio. È questa la sensazione, sono questi i messaggi che trapelano ai cronisti, tutti concordi nel riportare un virgolettato attribuito alla sindaca: «Se questa cosa è vera, sono stata tradita un’altra volta». Al centro dei suoi peggiori incubi c’è la vicenda dello Stadio della Roma e del coinvolgimento di Luca Lanzalone, un uomo molto vicino a Davide Casaleggio e al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, stimato dallo stesso Luigi Di Maio. Insomma, Lanzalone è l’uomo della Casaleggio «imposto dall’alto» a Virginia Raggi per gestire la vicenda dello Stadio della Roma, da costruire a Tor di Valle.

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Virginia Raggi sola se la prende con «quelli del nazionale»

Virginia Raggi ce l’ha con «quelli del nazionale» – come la sindaca chiama i vertici del Movimento 5 Stelle – che l’hanno lasciata nuovamente sola a gestire una situazione in cui lei non è coinvolta, ma che vede indagato anche il capogruppo M5S in Campidoglio Paolo Ferrara. Si è detta devastata per quanto accaduto, ma la rabbia – prima di tutto – è con quel sistema-partito che impone dettami come se fossero dogmi. Senza avere la certezza che questi ultimi siano corretti.

Lanzalone era un dogma, appunto. Chiamato a fare da mediatore ufficiale nella vicenda che dava il via alla costruzione dello stadio, attraverso i contatti con l’altra figura chiave di questa inchiesta, l’imprenditore Luca Parnasi, diventato talmente potente da scalare la municipalizzata Acea. Ora, il suo arresto ha complicato tremendamente i piani.

Virginia Raggi sola, nessuna parola da parte dei vertici M5S

La sindaca Virginia Raggi incassa da destra e da sinistra: deve leggere i fatti, le accuse delle opposizioni e anche quelle della fronda interna del Movimento, capeggiato da quella Roberta Lombardi che fa sapere: «Io l’avevo detto di essere contraria allo stadio». Nessuno, da Beppe Grillo a Luigi Di Maio, passando per Davide Casaleggio ha intenzione di spendere una sola parola per la sindaca.

Che dovrà ora affrontare un periodo di fuoco. Il processo per le nomine in Campidoglio, il concordato dell’Atac e questo stadio che, se non dovesse essere costruito, «le metterebbe contro tutta la città». Virginia Raggi affronta il secondo periodo più buio da quando è primo cittadino di Roma.