Cottarelli domani Quirinale
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Perché Cottarelli tornerà domani al Quirinale

La notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno è rappresentata dal fatto che il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli non ha consegnato la lista dei ministri al capo dello Stato e salirà soltanto domani, per una seconda volta, al Quirinale probabilmente per rinunciare all’incarico stesso. La borsa di Milano ha chiuso a -2,65%, mentre lo spread sta salendo verso quota 300. L’ipotesi più concreta, ormai, è quella di scioglimento immediato delle camere e nuove elezioni anticipate, già nel mese di luglio.

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Cottarelli domani Quirinale, perché

«Il presidente del Consiglio incaricato, Carlo Cottarelli – ha affermato Giovanni Grasso, consigliere del Colle -, ha riferito al Capo dello Stato della situazione. I due si rivedranno domani mattina».

La scelta di Carlo Cottarelli, con ogni probabilità, non è legata a un momento ulteriore di riflessione circa la lista dei ministri da presentare al Colle. Piuttosto, potrebbe riguardare l’ipotesi – emersa nel corso del colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – di valutare un immediato ritorno alle urne, senza effettuare quel passaggio in Parlamento per cercare di ottenere una fiducia che, a conti fatti, sembra impossibile da raggiungere.

La voce principale che avrebbe spinto Cottarelli alla dolorosa scelta sarebbe stata – secondo quanto riporta Paolo Celata di La7 – che il possibile governo guidato dall’ex commissario alla spending review non avrebbe ottenuto nemmeno un voto di fiducia al Senato.

Cottarelli domani Quirinale, le ipotesi di elezioni il 29 luglio

A questo punto, sembra praticamente impossibile che Carlo Cottarelli possa giurare come presidente del Consiglio e arrivare davanti alle camere. Un segnale che, con ogni probabilità, era stato dato già dall’assenza di consultazioni con le varie forze politiche. Durante il colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quindi, Cottarelli avrebbe parlato del comune sentire – fatto trapelare dalle varie forze politiche – a proposito dell’ipotesi di un voto anticipato già il 29 luglio. I vari rappresentanti dei partiti, infatti, sarebbero favorevoli a questa circostanza.

Meno probabile che sia pronta un’alternativa a Cottarelli che possa trovare un consenso diverso in Parlamento. In questo senso, nelle ultime ore, si è parlato anche di un possibile mandato da concedere a Matteo Salvini, per poter tentare di salvare in extremis la legislatura.

Insomma, la situazione è quantomai avvolta nel caos, con rarissimi precedenti nella storia repubblicana italiana. Nel frattempo, cresce la sfiducia delle forze politiche nei confronti della presidenza della Repubblica: la deputata di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha annunciato l’avvio di una raccolta firme per chiedere le dimissioni di Sergio Mattarella.