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I distributori di volantini controllati con il Gps per cani

Tracciati come gli animali da compagnia. Sia mai che si perdano. O si fermino, per riposare un po’. Oggi La Stampa riporta un caso al limite del caporalato a Bolzano. In città 41 giovani stranieri, incaricati nella consegna di depliant promozionali anche di prestigiosi brand, vengono monitorati  con il Gps attaccato al manubrio della propria bici. Lo stesso GPS che si utilizza anche per i collari dei cani.

Il tracker – spiega il pezzo a firma di Lorenzo Padovan – consente di tracciare, con un margine di errore minimo, il percorso seguito. I lavoratori in questione osservavano anche turni di 15 ore consecutive,
sei giorni la settimana, con una retribuzione che va dai di 5-700 euro mensili: meno di due euro
all’ora. Chiaramente in nero. Un sistema, fortunatamente, sgominato dalla Guardia di Finanza di Bolzano.
Nei guai, spiega La Stampa, sono finite sette persone: cinque indiani e due italiani, denunciati per associazione per delinquere, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
Oltre alle pessime condizioni in cui vivevano i lavoratori, con tanto di recupero dei gruppi con un furgone apposito, spesso i distributori venivano minacciati di licenziamento o percosse. In alcuni casi si sequestravano la carta d’identità o il permesso di soggiorno degli  addetti alla consegna, «per mantenere saldo – ricordano gli inquirenti altoatesini – il rapporto di patologica subordinazione e di condizionamento  psicologico».

Pensavate che il capolarato fosse solo nei campi di pomodoro in Puglia? Vi sbagliavate.

(Credit Image: © Li Jundong/Xinhua via ZUMA Wire)