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Mario Adinolfi, la «lobby gay» del M5S diventa «lobby senza figli»

L’occasione è rappresentata dall’oscuramento del manifesto dei Provita a Roma. Un cartellone che voleva esporre idee contro l’aborto, mettendo in evidenza a caratteri cubitali dei dati inesatti sui feti. Mario Adinolfi si scaglia contro questa decisione e contro la giunta capitolina del Movimento 5 Stelle, guidata da Virginia Raggi, che ha autorizzato l’oscuramento del manifesto e contro la «lobby senza figli pentastellata». Secondo Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, si tratta di una «decisione liberticida».

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IL POST DI MARIO ADINOLFI SULLA LOBBY SENZA FIGLI NEL MOVIMENTO 5 STELLE

Con un post su Facebook, Adinolfi si è scagliato non soltanto contro il Comune di Roma – che ha oscurato il manifesto perché in contrasto con il Regolamento in materia di Pubbliche affissioni di Roma Capitale perché reca dei contenuti lesivi del diritto e delle libertà individuali -, ma contro l’intero Movimento 5 Stelle che, in questi giorni, sta rivendicando un ruolo di leadership nel prossimo governo.

«Da oggi deve essere chiaro che il Movimento Cinque Stelle, come il Pd e l’associazionismo che attorno al Pd gravita – scrive Adinolfi -, considera che tutti possono avere diritto di parola tranne il movimento pro-life italiano». Nei giorni scorsi, lo stesso leader del Popolo della Famiglia aveva attaccato Roberto Fico, appena diventato presidente della Camera, come uno dei componenti della «lobby gay» che animava il Movimento 5 Stelle. Ora, lo stesso Roberto Fico, insieme a Luigi Di Maio, Davide Casaleggio, Vincenzo Spadafora, Emilio Carelli e Rocco Casalino, viene inserito in un’altra presunta lobby, quella dei «senza figli».

MARIO ADINOLFI METTE IN GUARDIA I CATTOLICI CHE HANNO VOTATO M5S

Adinolfi, infatti, ha proseguito: «Qui bisogna che i cattolici italiani abbiano evidente un concetto – ha affermato -: i pentastellati sono guidati da una lobby senza figli (Davide Casaleggio, Luigi Di Maio, Vincenzo Spadafora, Roberto Fico, Emilio Carelli, Rocco Casalino), hanno sprezzo della Chiesa cattolica e si adopereranno per dare l’assalto anche ai beni ecclesiali».

La storia della «lobby senza figli» – davvero incredibile – rappresenta l’ispirazione per lanciare una sorta di anatema su un possibile governo del Movimento 5 Stelle che, secondo lo stesso Mario Adinolfi, non può essere assolutamente condiviso dai cattolici italiani. «Per i cattolici deve essere chiaro che il relativismo grillista è il pericolo numero uno – conclude Adinolfi -, rischiano di restare avvelenati i pozzi della convivenza civile. La rimozione del manifesto di Provita è un evento simbolico che speriamo apra gli occhi a tutti i cattolici, sono tanti, che hanno votato M5S».