Regolamento del gruppo parlamentare M5S, espulsione e sanzione da 100 mila euro per danni di immagine e all’azione politica

di Redazione | 29/03/2018

M5S

Il regolamento del gruppo parlamentare M5S è particolarmente severo, e contiene una misura, già inserita nello Statuto dell’Associazione Movimento 5 Stelle, piuttosto inquietante.

Regolamento del gruppo parlamentare M5S, espulsione e sanzione da 100 mila euro per danni di immagine e all’azione politica

Al secondo comma dell’articolo 21 del regolamento, la lettera G prevede sanzioni per «comportamenti suscettibili di pregiudicare l’immagine o l’azione politica del MoVimento 5 Stelle o di avvantaggiare i partiti». Il quinto comma prevede che  «il senatore che abbandona il Gruppo Parlamentare a causa di espulsione, ovvero
abbandono volontario, ovvero dimissioni determinate da dissenso politico sarà obbligato a pagare, a titolo di penale, al “MoVimento 5 Stelle” entro dieci giorni dalla
data di accadimento di uno dei fatti sopra indicati, la somma di euro 100.000,00».

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Sono due voci particolarmente inquietanti, che riprendono i contratti firmati dai candidati con la Casaleggio Associati in passato, prima che l’organizzazione del M5S fosse modificata attraverso la fondazione dell’associazione Movimento 5 Stelle. La lettera G del secondo comma dell’articolo 21 riprende una simile voce già inserita nell’articolo 11 dello statuto dell’associazione, che disciplina il procedimento per l’irrigazione di sanzioni disciplinari.

Simili disposzioni sono oggettivamente inquietanti, per il tratto autoritario che hanno.  Un parlamentare può essere espulso per aver  causato un danno d’immagine o per ostacolare l’azione politica del M5S, una formulazione così vaga che sembra indirizzata a reprimere ogni dissenso. Una sensanzione confermata dall’irrorazione di una multa molto elevata, 100 mila euro, che andrà a colpire l’eventuale espulso per danno d’immagine o all’azione politica M5S, cacciato dal presidente del gruppo, ppure dal capo politico.

Come dice il comma quattro dell’articolo 21:  «nonché su indicazione del Capo Politico del “MoVimento 5 Stelle”, l’espulsione dal Gruppo dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del MoVimento 5 Stelle tra tutti gli iscritti, a maggioranza dei votanti».

 

Il regolamento assegna un potere davvero eccessivo al capo politico del M5S, e prevede una sanzione davvero poco in linea con la Costituzione, che postula l’assenza del vincolo di mandato, per chi sostanzialmente dissente con lui. I Cinque Stelle sono ormai il primo partito italiano, e questo tipo di autoorganizzazione interna ha davvero poco a che vedere con la centralità del Parlamento richiamata dal presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico.

 

Foto copertina: ANSA/ETTORE FERRARI