Papa Francesco ha detto a Eugenio Scalfari che l’inferno non esiste (ma la Santa Sede smentisce)

di Gianmichele Laino | 29/03/2018

Papa Francesco inferno

Secondo quanto riportato nel colloquio avuto nella giornata di martedì dal fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari con Papa Francesco, il pontefice avrebbe detto: «L’inferno non esiste: le anime che non si pentono semplicemente spariscono». Un’affermazione che, riportata in questo modo, avrebbe quantomeno un suono rivoluzionario (e del resto, sempre nello stesso colloquio, Francesco avrebbe confessato a Scalfari come questa definizione non gli dispiaccia). In realtà – ammesso che la questione sia stata posta in questi termini -, si tratta di un discorso molto complesso. E i nostri iniziali dubbi sono stati immediatamente confermati da una nota della Sala Stampa Vaticana, che ha smentito la circostanza affermando: «Il Santo Padre Francesco ha ricevuto recentemente il fondatore del quotidiano La Repubblica in un incontro privato in occasione della Pasqua, senza però rilasciargli alcuna intervista. Quanto riferito dall’autore nell’articolo odierno è frutto della sua ricostruzione, in cui non vengono citate le parole testuali pronunciate dal Papa. Nessun virgolettato del succitato articolo deve essere considerato quindi come una fedele trascrizione delle parole del Santo Padre».

LEGGI ANCHE > Papa Francesco ai mafiosi: «Convertitevi o finirete all’inferno»

PAPA FRANCESCO INFERNO, IL PRECEDENTE DI SCALFARI

Quasi ci si potrebbe domandare, a questo punto, se le parole attribuite da Eugenio Scalfari a Papa Francesco non siano piuttosto una proiezione del pensiero dello stesso giornalista sul dialogo avuto da Francesco. In effetti, qualche tempo fa – recensendo il volume di monsignor Vincenzo Paglia intitolato Il crollo del noi – Scalfari aveva già scritto questa frase: «Papa Francesco – aveva affermato il giornalista – ha abolito i luoghi di eterna residenza nell’Aldilà delle anime. La tesi da lui sostenuta è che le anime dominate dal male e non pentite cessino di esistere mentre quelle che si sono riscattate dal male saranno assunte nella beatitudine contemplando Dio. Questa è la tesi di Francesco ed anche di Paglia».

PAPA FRANCESCO INFERNO, I PASSAGGI IN CUI LO HA NOMINATO

Tuttavia, in passato, lo stesso Francesco aveva parlato dell’inferno come di un luogo fisico, non certo inesistente: «All’Inferno non ti mandano: ci vai tu, perché tu scegli di essere lì – aveva detto Francesco nel corso di una visita alla parrocchia di Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca nel 2015 -. L’inferno è volere allontanarsi da Dio perché io non voglio l’amore di Dio. Questo è l’Inferno. Va all’inferno soltanto colui che dice a Dio: “Non ho bisogno di Te, mi arrangio da solo”, come ha fatto il diavolo che è l’unico che noi siamo sicuri che sia all’inferno». Come dimenticare, poi, le violente invettive del pontefice argentino contro i mafiosi, quando – in più occasioni – nel corso di incontri pubblici con popolazioni e associazioni che vivono quotidianamente il problema della criminalità organizzata, il papa ha affermato con forza: «Mafiosi, convertitevi o finirete all’inferno».

PAPA FRANCESCO INFERNO, IL DIBATTITO SUL TEMA

Tentativi di «abolire» la figura dell’inferno e di legittimare questa abolizione erano stati fatti già in passato, travisando alcuni passaggi di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Ma anche in quei casi, la ricostruzione è stata completamente smentita. Detto questo, all’interno della Chiesa, il dibattito sulla fisicità dell’inferno è vivo, ma non c’è una posizione rivoluzionaria rispetto alla dottrina ufficiale che è stata affermata fino a questo momento. E in passato, discorsi in cui papa Francesco avrebbe affermato l’inesistenza dell’Inferno (addirittura in un presunto e inesistente Terzo Concilio Vaticano II) – diffusi da alcuni blog dall’autorità quantomeno sospetta – sono stati etichettati come bufale.

Ovviamente, Eugenio Scalfari è una firma autorevole. Ma a questo punto, sembra chiaro che il pensiero di Papa Francesco sull’inferno sia stato decisamente frainteso. Insomma, siamo al limite della fake-news.

(FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI)