Matteo Salvini e la bufala dell’Italia prima potenza economica europea

di Redazione | 16/03/2018

Matteo Salvini

Matteo Salvini sta girando l’Italia  per celebrare il suo trionfo elettorale. Ieri sera il segretario della Lega è andato in una delle trasmissioni più vicine alla sua sensibili, Quinta Colonna, dove durante il colloquio con Paolo Del Debbio ha affermato una bufala tanto incredibile quanto indicativa della sua propaganda nazionalista.

Matteo Salvini

Matteo Salvini e la bufala dell’Italia prima potenza economica europea

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Come sintetizzato anche nel suo account ufficiale di Twitter, Salvini ha affermato di voler far tornare l’Italia la prima potenza economica europea, perché il nostro Paese non ha nulla da invidiare sotto il piano produttivo a Germania, Francia e Paesi Bassi.

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Il leader leghista ha pronunciato questa frase a Quinta Colonna partendo dal racconto di una richiesta fatta dai coltivatori di fragole di San Giovanni Lupatoto, città della provincia di Verona, che lo hanno implorato di difendere le produzioni agricole italiane con nuove normative italiane ed europee.

Su Twitter questa situazione è stata sintetizzata nella frase “L’economia non aspetta”, riferito alle possibili lungaggini nella formazione di un nuovo governo. L’Italia però non è mai stata la prima potenza economica europea in epoca recente, come subito notato da KeynesBlog. Sin dal secondo dopoguerra – sotto Mussolini la situazione era ancora peggiore – Germania, Francia e Regno Unito hanno avuto un prodotto interno lordo più grande del Pil italiano.

 

Solo negli anni ottanta l’Italia raggiunse e superò il Regno Unito per pochi anni, prima che l’eccessivo debito pubblico accumulato negli anni ottanta e la crisi valutaria di inizio anni novanta fecero scivolare la nostra economia dietro quella britannica, cresciuta molto più di noi nell’ultimo decennio del secolo scorso.

 

La propaganda nazionalista di Matteo Salvini, Prima gli italiani, mira però a raccontare un passato inesistente per contestare un presente comprensibilmente deludente per tante persone. I fatti però dicono altro, e il percorso politico di Matteo Renzi dovrebbe indicare forte cautela nel promettere un futuro insostenibile.